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POLVESE, ISOLA DEL NATALE, L’ISOLA CHE C’E’

L’isola di per sè è affascinante: è il paese che non c’è, è infatti sull’acqua, confini labili fluttuanti, confini di fantasia. L’isola non esiste se non per il mare che la circonda. Non è luogo, non ha una propria fisionomia, la prende dall’acqua. L’isola-utopia diventa allora simile al luogo che la circonda, a quell’acqua che la delimita e le dà una forma, la stessa acqua che la libera da ogni vincolo terraneo, da ogni storia da ogni nomos che al luogo possa riportare. E’ una creatio ex nihilo, l’ossessione-creazione di un’ altra terra. Nel suo spazio “ aperto” ancora tutto…

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BUON NATALE PERUGIA: IL MAGO DI NATALE

Il mago di Natale S’io fossi il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa, in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento, ma non l’alberello finto, di plastica, dipinto che vendono adesso all’Upim: un vero abete, un pino di montagna, con un po’ di vento vero impigliato tra i rami, che mandi profumo di resina in tutte le camere, e sui rami i magici frutti: regali per tutti. Poi con la mia bacchetta me ne andrei a fare magie per tutte le vie… …Ogni strada avrà un albero speciale per ricordarci che ovunque è Natale: comincerei…

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OLIO, UN “FUNCTIONAL FOOD” DI NATURA. LE COTTURE IN OLIO.

Distese di olivi, di moraiolo, leccino o dolce agogia, nome da fiaba. Da lì all’olio il passo è breve, il rito si rinnova ogni anno, diverso nella raccolta nella resa nel sapore nell’aroma. Curiosità di scoprire i profumi gli aromi i sapori, di fare un confronto diretto tra le diverse cultivar, di abbinarle ai diversi piatti, quello insomma che si fa anche col vino, altro prodotto storico della fatica e del  lavoro dell’uomo. E della passione del frantoiano per la sua terra che conosce che rispetta che ama. L’olio buono deve profumare, deve pizzicare, perché gli antiossidanti pizzicano e a…

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I NOSTRI 150 ANNI DI “CUCINA ITALIANA” 2

Continua- Nel nostro ‘800 il Collodi di Pinocchio e il Manzoni dei Promessi Sposi saranno fini e pittoreschi descrittori di osterie e taverne. Basta soffermarsi su la cena di Pinocchio col Gatto e la Volpe. “ Entrati nell’osteria si posero tutti e tre a tavola, ma nessuno di loro aveva appetito. Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non potè mangiare  altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana; perché la trippa non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato! La Volpe avrebbe…

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I NOSTRI 150 ANNI DI “CUCINA ITALIANA” 1

Eravamo terra senza una Terra. Eravamo senza una Lingua. Eravamo senza Identità. Tra la perduta gente, per citare Dante e il suo sogno  trecentesco, anticipatore di quello risorgimentale di un’Italia libera indipendente e unita, anche linguisticamente. Non avevamo costumi, non eravamo una Nazione: “ Gli italiani non hanno costumi, essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni”. (Giacomo Leopardi ) La nostra koinè linguistica stentava a partire, ricca di parole dialettali, di francesismi, vocaboli austriaci, spagnoli, normanni, arabi. Se la lingua riflette il mondo delle idee e il pensiero, non potevamo allora pensare l’Unità. La…

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AL CERP, ROCCA PAOLINA: MANGIAMO LA CALABRIA, PARLIAMO DI CALABRIA

Mangiamo la Calabria, parliamo di Calabria, oggi qui al Cerp. Questa bellissima localizzazione con i suoi oltre trenta metri di lunghezza dispiega quasi geograficamente la regione che ospita con le sue prelibatezze. La lunghissima sala e le altre nicchie del gusto interpretano magnificamente la morfologia del territorio calabro, lunghissimo e ricco nello stesso tempo di città-scrigno di tesori. Magna Grecia, immersa nei profumi oggi, la storia si dipana dalle lunghe tavolate, greci, arabi, normanni, spagnoli, tutta la civiltà, tutti i primordi della conoscenza si sommano in questi prodotti che parlano calabrese: una parlata larga rotonda aperta, come aperti sorridenti appaiono…

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GUITARRA! LA VOCE DEL SUBLIME: SUONO SENTIMENTO EMOZIONE

Guitarra! La voce del Sublime: suono sentimento emozione. Una Chitarra Torres, classicissima, antica, la più famosa, da sempre la sua, del M.° Stefano Grondona. Sto per ascoltare il timbro reale di una Torres. E’ come sentire un violino Stradivari. Mentre prova, mi rivela i legni: abete e palissandro. Abete profumo di legno di boschi, tonalità morbide e chiare, per un utilizzo più ritmico e una maggiore risposta della cassa; palissandro, altro legno altro profumo, intensità pungente, suono con bassi caldi e profondi, suono ricco di armonici. Ma il legno può così diversificare il suono? Il legno è cosa viva, respira…

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LA (NOSTRA) MEMORIA NEI CASSETTI: PERUGIA 1944/1970

Guardiamo nel cassetto dei Ricordi. Oggi Foto soprattutto. Qui a Palazzo della Penna, Museo civico d’avanguardia, che in questi mesi ha tesaurizzato le tante bellissime foto portate dai perugini, per mostrarci come eravamo. Si parte dal 1944, anno della Liberazione e si arriva al 1970, anno dell’insediamento del primo Consiglio Regionale. Apriamo allora i “cassetti dei ricordi”, togliamo la polvere dell’oblio, ricordiamo per andare più avanti, sempre, per trasformare e guardare oltre, avantgarde, avanguardia appunto. Memoria, emozioni, rintanate nell’amigdala, nome primitivo del primitivo cerebro o nelle cortecce sensoriali, se predomina il vedere il sentire il toccare? Scatti, foto private, di…

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PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: QUANDO LA RADIO, GLI ITALIAN HARMONISTS

Quando la Radio. Mi sento l’anima leggera bianca pura come un fior… Vado a zonzo dove il cielo è sempre blu, con i passeri che svolazzano sopra gli alberi e mi cinguettan di lassù. Quanta poesia!!!   ( Vado a zonzo, Ernesto Bonino, 1942) Se “quando la radio cantava” il mondo era così, lirico e  felice, i tempi saranno stati sicuramente migliori. Peccato non essere vissuti allora, non esserci stati dal vivo. Ma la serata trascorsa con gli Italian Harmonists, ha riportato quei tempi, i momenti indimenticabili di quando mia madre cantava per casa quei refrain, di lei ragazza, che mi…

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“BAGLIORI D’AUTORE” con HERMANN HESSE: IL CAVALIERE E IL SANTO

Il Cavaliere e il Santo, inizia così la rassegna Bagliori d’autore con il primo piano su Hermann Hesse. Un reading letterario in musica, sacro e profano, di due racconti: la cavalleria delle leggende tardo romantiche tedesche, descritta però con vena poetica autentica, che rende questo primo racconto  diverso dalle solite storie di maniera, e l’infanzia di San Francesco, il secondo racconto, dubbi e tormenti giovanili di Francesco fanciullo, con spunti forse autobiografici. Inizia “ Un’avventura da antiche fonti”, racconto di epica cavalleresca e amor cortese. La fiaba del nobile cavaliere Ottocar, della bellissima figlia Alinda e del cavaliere che riuscirà…

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