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BARBARA LACHI: FATE LE FATE e LE FATE DI VERSAILLES

E facciamo le fate, stasera. Che non vuol dire affatto essere belle e buone. Perché fata era anche quella cattiva, la fata di Biancaneve, per intenderci, il cui volto ritorna in alto a sinistra nel racconto-disegno La Cerva nel Bosco o come la Red Queen di Helena Bonham Carter, i cui fittissimi riccioluti capelli ritornano in molteplici protagoniste di questi racconti. Mi piace molto questa giovane artista dal tratto sicuro e dalla fantasia libera di destreggiarsi tra nere chine e lumeggiature di acquerelli con i colori della corte francese di Versailles, quella del Re Sole: i tenui azzurro e rosa e ovviamente il giallo solare, che erano gli unici colori ammessi, mi rivela. Fantastica artista, poliedrica geniale designer, si muove tra progetti editoriali, creazioni di linee di abiti per bambini (Who is on Next 2012 per Pitti Immagine o per il Museo dei bambini di Siena), o il progetto creato per il XXIII Festival Segni Barocchi di Foligno, Fate alla Corte del Re Sole. Quei costumi secenteschi, quei figurini  di moda maschile e femminile, li rivediamo stasera nelle illustrazioni tratte dal libro-catalogo Fate le Fate, un viaggio dentro le fiabe che Barbara Lachi, toscana e umbra d’adozione, pone a corredo della mostra esposta qui a Perugia, al Ristorante Culturale l’Officina. Il libro e i disegni sono  ispirati a Les Contes des Fées e Contes nouveaux ou les Fèes à la Mode, del 1697-98, della baronessa Marie-Catherine D’Aulonoy, scrittrice di fiabe di fate, storie fantastiche per adulti, con elementi iconografici che caratterizzano l’infanzia. Bellissimo l’incipit: Fili. Trame. La tessitura come la scrittura, la pagina di un libro e la stoffa di un abito, entrambi raccontano, il tessuto, così come la storia, si dispiega si svolge, si distende…Nel volumetto le Istruzioni per diventare una fata-do it yourself, do the fairies– si alternano alle fiabe vere e proprie, autentici capolavori della letteratura di fate : l’ Oiseau bleu , l’Uccellino azzurro, la Chatte blanche, la Gatta bianca, la Cerva bianca, La principessa Rosetta, il Re pavone. Così guardaroba, abbigliamento, accessori, scarpe- bellissime e immaginifiche scarpe, che ticchettano sui pianciti di Versailles con il loro tacco rosso (…i tacchi rossi presupponevano in genere un abbigliamento aristocratico… e comunque proprio alla corte francese si deve la popolarità di questo particolare accessorio), raccontano loro stessi le storie. Seguono poi le fate contemporanee come Lady Gaga, Barbarella o Michel Mercier, miti di donne dei nostri tempi. Mentre, appesi al soffitto del ristorante, tornano vestiti come sognanti lampade, a vestire una sala che vuole essere la Stanza della Fantasia.

La mostra Le fate di Versailles, espone le tavole originali riprodotte dal testo, su carta e rigorosamente a china. China, quel filo d’inchiostro che unisce due mondi, oriente e occidente. Storia antica su carta. E’una storia di sentimento. Linguaggio di emozione di stupore di cuore. Affascinante primordiale tecnica di scrittura prima e di illustrazione poi. Nero di china, certo, chè dalla Cina veniva questa magica miscela per disegnare idee e pensieri: “ la pittura rispetta le regole dell’inchiostro, l’inchiostro quelle del pennello, il pennello quelle della mano, e infine la mano le regole del cuore”. Pittura di cuore questa a china. In Giappone sarà la scrittura e pittura sumi , quel bastoncino d’inchiostro nero china, impasto di colla insieme a fuliggine della combustione di resina vegetale estratta da alberi di camelia (la mia pianta del tè), di pino, e lacca. Messaggio chiaro: comunicare il profondo dell’uomo (il nero-china), e con l’accurata ricerca del disegno e del dettaglio, mettere in sintonia l’umanità con lo spirito nascosto della vita. Le tavole di Barbara esposte alla pareti, hanno questo qualcosa di arcano e di mistero, di storia antica, di cuore: sono immagini simbolo con motti decorazioni e testi che illustrano il mondo delle fiabe o meglio dell’ immaginario della nostra infanzia: le carrozze, i cavalli a dondolo, le gatte bianche o i gatti neri, i piccolissimi cani, le stelle i vestiti di crinoline rigonfi. Interpretazione fantastica personale, più che immagini, forse sogni, forse pensieri, emozioni certo. Di cuore.

Nel mondo delle fiabe le Fate intervengono, nel bene e nel male, per cambiare quello che sembrava un destino segnato. Allora: Affascinate stupite incantate. Fate le fate! Affinchè ciascuno di noi possa essere artefice del proprio destino…fato…fatum…(Barbara Lachi)

Fate le Fate, libro d’artista, presentato da Emanuele De Donno

Le fate di Versailles, mostra a cura di Francesca  Duranti.

Cena con madame D’Aulnoy, chef Ada Stifani e Nobuiro Okamoto, per l’Evento Live Exibition 2012-2013

Nella sala superiore i vestiti ispirati ai 5 sensi del Centro sperimentale di Design di Ancona e alle pareti la mostra d’oro di Guido Coletti.

Barbara Lachi, opere e libro, al Ristorante Culturale l’Officina dal 10/5 al 10/6 2012

Marilena Badolato        maribell@live.it

AUTHOR - Marilena Badolato