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GARDEN CLUB PERUGIA: UN INCONTRO GOLOSO SULLA ROVEJA DI CIVITA DI CASCIA.

ANCORA LA ROVEJA, un legume antico  per parlare di un territorio che si sente perso dopo l’ennesimo terremoto: la Valnerina, terra di emozioni mescolate A Civita di Cascia la  roveja è stata riscoperta anni fa da due signore, Silvana Crespi De Carolis e Gertrude Moretti delle omonime aziende locali,  che hanno ripreso in mano l’antica coltivazione scomparsa. Leguminosa sicuramente utilizzata per molto tempo dalle popolazioni umbra e marchigiana pedemontane e montane dei Sibillini, soprattutto a scopo foraggero, ma anche a scopo alimentare,  coltivata perché  resistente alla basse temperature e alla scarsità  d’acqua e utilizzata quindi per sussistenza pastorale e contadina in queste zone isolate di montagna.

 

E NEL 2006 LA ROVEJA, antico pisello selvatico, erba da foraggio considerata quasi  infestante, diventa Presidio Slow Food, una specie protetta e raccomandata per le sue importanti proprietà salutari. Simbolico premio a due donne tenaci che hanno saputo riscattare dall’oblio una pianta, il suo seme e la sua storia, una storia antropologica e di povertà, ma anche di gusto. Una lunga storia se già il pisum era considerato dai Greci e dai Latini specie pregiata. E la roveja appare in studi agronomici duecenteschi, nel Liber Commodorum Ruralium,  un trattato sull’agricoltura in 12 libri con osservazioni e credenze aristoteliche, di Pier de’ Crescenzi o Pietro Crescenzio (1233-1320), giudice attivo a Bologna che nell’età della pensione si ritirerà in  campagna a scrivere. Ed è proprio questa lunga storia al centro del  mio intervento antropologico nella sede della Scuola di Cucina “Peccati di gola” di Perugia, dove  Giulia Senesi, una  delle titolari della scuola insieme a Federica Spagnoli, ha creato per le socie del Garden Club di Perugia una ricetta in diretta: la roveja con pomodorini pachino e basilico fresco, e con quel filo d’olio extravergine di oliva umbro a condire di semplicità  e salubrità una splendida preparazione ed esaltare un piatto legato alla appetibilità di un antico legume che conserva le sue caratteristiche altamente proteiche e vitaminiche.

E come assaggio goloso una crostata, con la frolla di farina di roveia e marmellata di lamponi, a ricordo di un luogo montano e per un armoniosa comunione di sapori in  bocca. Occasione per me per parlare anche della farina di roveja, con cui in queste zone di montagna si crea da sempre una gustosa polenta, la farrecchiata. Aromi e profumi di buono, in questa grande cucina della Scuola gremita di socie del Club che ascoltano, interrogano, gustano bontà.

 

OGGI LA ROVEJA,  il Pisum sativum, ssp. sativum, var. arvense, pianta robusta che si adatta da sola ai cambiamenti, alle avversità climatiche, dei terreni e dei territori, è la regina  della festa. 

Proprio come questa  popolazione, gente di montagna, che è così forte da adattarsi alle calamità e amare sempre più profondamente e nonostante tutto la propria terra.

 

 

marilena badolato

 

AUTHOR - Marilena Badolato

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