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8 DICEMBRE: QUALCOSA DI NUOVO. ” QUESTO MATRIMONIO S’HA DA FARE!” UN GEMELLAGGIO DI GUSTO A MONTELEONE DI SPOLETO

8 dicembre 2013: un gemellaggio di gusto, perché a quadruplicare un gusto, c’è più gusto. A Monteleone di Spoleto, in occasione della seconda Mostra Mercato del Farro Dop, presenterò non un semplice gemellaggio di prodotti o sapori, ma un “Gemellaggio di gusto”. Un gemellaggio insomma complesso e completo, proprio come l’atto gustativo, che è la somma delle altre componenti sensoriali in gioco. Un gemellaggio che creerà innovative ricette dove entreranno i vari prodotti tipici delle diverse realtà in un rutilante gioco di scambi gustativi. Volevo infatti creare, con questa mia innovativa idea, un gemellaggio di cultura. Non un paniere di prodotti, nè un semplice gemellaggio di sapori.

Oggi, nella preparazione storica di Monteleone di Spoleto, che è la minestra di San Nicola, entreranno non solo gli ingredienti, i prodotti tipici dei luoghi gemellati, ma insieme entrerà nella ricetta la cultura di ogni territorio con le sue chiese, le piazze, le strade. Persino i Santi entreranno in gemellaggio tra loro, perché l’eremita San Felice, uno dei patroni di Monteleone, lo è anche di Giano dell’Umbria,  il santo dell’Abbazia di San Felice, e lo ritroviamo , insieme a San Mauro, anche nella Chiesa di Sant’Anatolia di Narco. Gemellaggio anche con Sant’Emiliano, o Miliano, martire e primo vescovo di Trevi, che dopo vari supplizi, fu decapitato legato ad una pianta di ulivo, ancor oggi la più antica dell’Umbria, o con San Matteo, evangelista, patrono di Cannara, un pubblicano, che abbandonò tutti i suoi averi per seguire Gesù e scrisse nel suo Vangelo: “Quando tu dai l’elemosina, non deve sapere la tua mano sinistra quello che fa la destra, affinchè la tua elemosina rimanga nel segreto”. Anche lui, in fondo, protettore dei poveri e indigenti come San Nicola, di cui Monteleone festeggia in questi giorni la ricorrenza. Queste nostre città e borghi entreranno in gemellaggio insieme ai piatti e insieme alle nostre splendide materie prime che sono prodotti storici, rintracciabili in statuti comunali, fogli pubblici e carteggi privati.

Che cosa unisce Monteleone di Spoleto, Trevi, Cannara, Sant’Anatolia di Narco, Giano? La terra e il territorio, cioè una geografia di verde bellezza e uomini forti che lavorano: una visione d’insieme di beltà, salubrità, bontà, serietà, onestà. Una storia antichissima di umbri ed etruschi, di romani e romanità con le sue vestigia, di antico medioevo. Una storia di riti e miti, ma anche di solide realtà. Farro di Monteleone, Sedano nero di Trevi, Cipolla di Cannara e Patata dell’altipiano di Gavelli di Sant’Anatolia di Narco, con un filo d’olio della Cultivar San Felice di Giano a condire di verde bellezza.

La Minestra di San Nicola nasce come gemellaggio di gusto, che ogni “ingrediente” apporta all’interno del piatto creato, in una autentica armonia di profumo e di aroma, il suo carattere e la sua vera identità per raggiungere insieme quello che chiamiamo flavour e per confermare quella consapevole salubrità dell’oggi: le fibre grezze, le proteine del farro, si mescolano alla ricchezza delle vitamine, dei sali minerali, dei flavonoidi, i composti antiossidanti e antinvecchiamento, e alle proprietà digestive, depurative, antinfiammatorie del sedano, della cipolla, della patata, insieme a quelle cardioprotettive dell’olio extra vergine di oliva.

Ancora oggi allora saremo intorno a quello storico “caldaio”, un grande caldaio di gusto, dove il farro dà nutrimento, la cipolla regala l’aroma della sua “cipollità”, il sedano nero racconta la storia di antichissimi rituali alla luna e alla fertilità della terra, la patata dona sostanza ad una storia di povertà di montagna, e l’olio benedice il tutto regalando salute.

marilena badolato   maribell@live.it

AUTHOR - Marilena Badolato

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