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E’ IL MOMENTO DELLE FAVE FRESCHE. IL RITO AL FRANTOIO BATTA.

E' IL MOMENTO delle fave dai lunghi baccelli vellutati. E dicono che si possano mangiare pure questi ultimi, cucinati in tanti modi, della serie” niente sprechi”. Personalmente preferisco le fave sgranate, ottime da mangiare crude e accompagnate con formaggi saporiti e pane tostato, ma sono prelibate anche cotte, lessate e aggiunte nel risotto o nella pasta con salsiccia e pecorino, oppure in scafata, un delizioso intingolo di fave fresche, erbette come la bietola, oppure teneri carciofi con pezzetti infinitesimali di pancetta, oppure, per un piatto completamente vegano e salutare, cosparsa di ottimo olio evo, magari la cultivar Dolce Agogia con i suoi sentori di carciofo, come l’ottima scafata di Casa Batta, dove Giuliana ha inserito i suoi carciofi dell’orto.

 

 

E FAVE A VOLONTA’ oggi con l’assaggio anche della nuova creatura del frantoio Batta: l’olio evo da Borgiona con il suo sentore di erba e pomodoro, ottimo con un "super caprino" e con il plateau di pecorini e persino con la mozzarella di bufala attorniata da deliziosi pachino e datterini...

 

 

E SE QUESTO 2026 è stato dichiarato l’anno degli Etruschi, ecco che nella loro alimentazione troviamo certamente i semi della Vicia faba, ricchi di fibre e vitamine. Le fave occupavano un posto di rilievo nell'alimentazione e nell'agricoltura degli Etruschi, costituendo una delle principali fonti proteiche per la popolazione, insieme a lenticchie e ceci. Le fave venivano consumate sia fresche che secche, spesso bollite (a volte insieme ai cereali) o utilizzate per creare una farina, impiegata per fare focacce o la puls fabata (una sorta di farinata) impiegata anche nei riti religiosi.

 

 

FAVE FRESCHE SOTTOLIO. Perfette adesso anche per un insolito aperitivo, o da gustare tutto l'anno abbinate ai formaggi e ai salumi, ma anche nelle insalate o servite come antipasto su pane tostato o insieme al pesce bollito. Ricetta: portate a bollore 300 g di aceto, 100 g di vino bianco e 100 g di acqua, qualche foglia di alloro, qualche grano di pepe e 5-6 g di sale. Sbollentate le fave più piccole per 5 minuti. Scolatele su un vassoio ricoperto con carta da cucina e lasciate raffreddare Distribuite a piacere in vasi di vetro sterilizzati aggiungendo aromi a piacimento (es. maggiorana, aglio, pepe in grani). Riempite fino a circa 1 cm dal bordo. Versate l’olio evo in modo tale che copra bene tutte le fave. Chiudete e sterilizzate i vasetti per circa 20 minuti in acqua con leggero bollore.

 

 

 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato