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GARDEN CLUB PERUGIA E LE “ERBE DA BERE” PREPARATE DALLE SOCIE. AGRITURISMO “HORTUS ARTIS”.

L’USO delle erbe in infusione nasce come pratica medico-farmacologica. A questi infusi si attribuivano proprietà magiche e sacre, che conferissero salute, forza, virilità, poteri ricreativi, arguzia e poesia. Fino all’immortalità. Già nell’antica Roma trovaimo dal vino più costoso in uso nelle famiglie degli aristocratici, quello alla mirra, ai vini ippocratici, i vini-medicinali, da quello all’absentium, ai mosti resi più durevoli con il miele, la resina, le spezie. Ma è il medioevo monastico che regala i preparati più famosi, il Benedectine dei monaci Benedettini, di cui ignoriamo la ricetta e il Chartreuse dei Certosini dell’omonima Abbazia, ben 130 erbe in equilibrata infusione a regalare aroma intenso. E non si possono non citare i Gerosolimitani, i monaci di Gerusalemme e della Terra Santa che gestivano gli hospitali in quei luoghi e in tutta Europa, che venivano persino chiamati i  "monaci delle acque spiritose". E gli alambicchi che regalano storie affascinanti.




TUTTO QUESTO e molto altro ho citato nel mio intervento in occasione della chiusura dell’Anno sociale del Garden Club di Perugia, guidato dalla instancabile presidente Giuseppina Massi Benedetti, presso Hortus Artis, l’agriturismo immerso nella quiete del verde umbro a un passo dal centro di Perugia, gestito con passione e competenza da Valentina Fornari che stasera ci ha presentato la “sua acqua spiritosa” creata con acqua di fonte, zucchero, fragole, bacche di rosa canina in infusione per alcuni giorni e poi filtrata e ancora lasciata riposare fino alle agognate bollicine. Brava!




MENTRE alcune socie Garden hanno portato le loro creazioni alcoliche a base verde. “ Erbe da bere” era infatti il tema della serata. Tutte molto gradevoli, di diversa gradazione alcolica e diversa composizione erbacea. Dai classici limoncello e nocino, al liquore al cotogno, al mirto, all’alloro e anice, alla genziana, alle viole, alla cedrina, ai noccioli di nespole e non sono mancati i liquori compositi al finocchio, malva e menta insieme. Una serata piacevolissima, con la sorpresa di questa passione che le socie Garden coltivano con esperienza e competenza. Premiato il liquore migliore, il più gradevole e bilanciato per colore, intensità, aroma, sapore, persistenza. Menzioni speciali anche al liquore alla cedrina e a quello all’alloro e anice. Segnalato per intensità alcolica e olfattiva quello al mirto.

 


marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato