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CIPOLLA “MON AMOUR”. DEDICATO A CHI AMA LA CIPOLLA. FESTA DELLA CIPOLLA DI CANNARA

Dedicato a chi ama la cipolla. Da migliaia di anni coltivata, curata, coccolata, cantata da poeti, dipinta da artisti, perché simbolo di immortalità e vita eterna- quei suoi cerchi concentrici-; un viatico per l’aldilà – l’ intenso aroma-; un unguento per il corpo – contro le pestilenze-; un mezzo di purificazione -le proprietà diuretiche -; bulbo magico dal magico potere – la sua forza conservante-; il colore-quel bianco cristallo in cottura trasparente ambrato-. Oggi per la sua salubrità- vitaminica, diuretica, depurativa, antibatterica, cicatrizzante, nutraceutica-. Oggi anche per il piacere che dona al palato e per la dolcezza che infonde a preparazioni culinarie dolci e salate. Dove ci accorgiamo subito, noi onion lovers, se manca la cipolla. Se quel piatto manca di carattere.

La cipolla, una matrioska di sapore in tuniche costruite una sull’altra, stretta a sè in una centripeta fuga: una fuga interna, un raggomitolarsi, un intensificarsi di sapore succhiato dalla terra dall’acqua dal sole dal vento. Nucleo nascosto collegato alla parte più intima del terreno.

Stella dei poveri, fata madrina…” la cipolla nei versi di Pablo Neruda, che i poveri di essa si nutrivano: appena nettata, sradicata dal campo o sfogliata dalle prime tuniche e gustata nel profumo suo d’acqua, di terra, di sole e di vento. Compagna di povertà, da sempre, dell’amico pane: semplice companatico o ricchezza quando appariva nel pancotto, pane cotto nell’acqua e sale, l’acqua-sale del nostro mezzogiorno, nell’acquacotta maremmana, nella nostra panzanella o parraceto, pane bagnato, strizzato e condito con aceto, olio sale, basilico, spesso con cipolle e pomodoro e cetriolo, nel mazzamorru sardo, nella saussa del povr’uom piemontese- la salsa del poveretto, brodaglia con pangrattato, cipolla e l’immancabile prezzemolo-, o ad arricchire la pizza, la schiacciata con la cipolla (e salvia), il nostro street food più apprezzato ancor oggi.

In preparazioni crude, ma anche cotta, da sola come regina del piatto o in compagnia, perché “ ..al calore acceso dell’olio si trasforma in arricciata piuma d’oro” (P. Neruda), non solo in povere preparazioni, ma anche in “putagi e civieri” storici di corte, in timballi, in pasticci, in sformati, torte dolci e salate che uscivano da mani di esperti pasticceri. Come la torta di cipolle che era formata da due strati di sfoglia, del tipo quiche lorraine, con una farcitura di cipolle, lardo, formaggio, uova e stigmi di dorato zafferano: “ Se tu voy fare torta de questa cosa, toy quale tu voy e fay ben allessare. Pone prima l’aqua fuora ben con stamigna e po’ le bati finemente e toy lardo fino e batillo bene; toy l’ova e caxo frescho e zafarano e bati insieme e fay la torta” (ricetta tratta da un libro di cucina francese del secolo XIV.) Oggi con le tagliatelle di farro con crema di cipolle pinoli e pezzetti di acciuga o con il farrotto, farro semiperlato tirato a risotto, con cipolla di Cannara pecorino fresco fuso e noci, ovviamente con il nostro Farro Dop di Monteleone di Spoleto.

Una e trina a Cannara. Nei tre tipi italiani: Rossa di Toscana, Dorata di Parma e piatta Borretana di Rovato, coltivate in terreni soffici, sabbiosi e argillosi, porosi e drenanti, che la cipolla non ama il ristagno d’acqua. Da sempre a Cannara. Attestata già nel cinquecento da uno Statuto comunale, rifiorita nella nostra penisola nel settecento con il declinare dell’uso delle spezie, ampiamente ripresa e trattata in studi ottocenteschi sull’agricoltura e le nuove pratiche agricole. Ancora oggi in una grande Festa, tra degustazioni di piatti accattivanti, spettacoli musicali, bande, sfilate storiche, spettacoli teatrali, eventi sportivi.

Mercoledì 4 settembre ore 17.30 Auditorium San Sebastiano

In Cipolla veritas

Presentazione del Progetto per un menù artistico-letterario: Marilena Badolato, antropologo del gusto, scrittrice enogastronomica; Paolo Massei, artista; Marco Baccarelli, musicista; Ottaviano Turrioni, studioso di storia locale. Lettura di poesie a cura di Maurizio Terzetti: Cipolla di Roberto Piumini; Ode alla cipolla di Pablo Neruda; La cipolla di Wislawa Szymborska. Al pianoforte Manuel Magrini

Giovanna Petrini, Sindaco del Comune di Cannara; Lorena Felicetti, Presidente Ente Festa della Cipolla di Cannara; Donatella Porzi, Assessore Attività culturali Provincia di Perugia; Maurizio Terzetti, Dirigente Attività culturali e sociali Provincia di Perugia.

Festa della Cipolla di Cannara

Dal 4 all’8 e dal 10 al 15 settembre 2013

e…..….in versione natalizia dal 6 all’8 e dal 13 al 15 dicembre 2013

marilena badolato maribell@live.it

AUTHOR - Marilena Badolato

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