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DIETA MEDITERRANEA PATRIMONIO UNESCO 4: vino, legumi, pesce azzurro

Mediterraneamente: sentimento di mediterraneità

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Vino. La vite antichissima, dalla Mesopotamia a tutti i paesi del Mediterraneo, la vite ovunque nei  testi sacri, nei testi greci, etruschi, latini. Le prime talee di vite raggiungono la nostra penisola, in particolare la Sicilia e alcune regioni dell’Italia meridionale grazie a coloni provenienti da Micene e dalle isole Egee almeno 20 secoli a.C: da essi si è appresa l’arte e la tecnica di produrre vino. Poi gli Etruschi apportarono altre importanti conoscenze e ben presto la fama dei vini italici divenne tale che Sofocle, nel V secolo a.C, definirà l’Italia “ la terra prediletta da Bacco”. La potenza di Roma poi diffonderà il gusto e le tecniche di vinificazione in tutte le terre occupate, soprattutto nelle Gallie. E così dalle varietà originali giunte dalla Grecia,  si arriverà a profonde mutazioni  dovute al luogo alla terra al clima a incroci casuali a selezioni operate dall’ingegno dell’uomo. Vino, rimedio medicale, rinforzante, corroborante, riscaldante, amico degli amici, con una marcia in più: l’oblio, il riuscire a far dimenticare per un  attimo i mali del mondo.  Buon vino fa buon sangue, l’acqua fa male, il vino fa cantare, il vino fa parlare, alcuni dei modi di dire più diffusi. “ Grazie al vino i commensali diventano docili all’ascolto, influenzabili” osserva Platone nelle Leggi.

Il buon vino “sperde le tetre fole dello sconforto”, canterà il Falstaff verdiano. Famose le chansons à boire, diffuse in tutta Europa, tema caro alla tradizione provenzale e francese, Chevalier de la table ronde: “ Si je meurs je veux qu’on m’enterre – dans une cave ou y’à du bon vin./ Les deux pieds contre la muraille – et la tete sous le robinet”. Anche nei canti popolari italiani, dall’Emilia Romagna al Piemonte, dalla Toscana alla Lombardia e via dicendo i “ brindisi” si rincorrono  ovunque.  Oggi salubre alleato, nelle giuste dosi, del pasto oltre che del gusto e accompagnato a certi piatti, li valorizza, li accende di sapienza millenaria e di nuove tecnologie del duemila.

Che aggiungere a questo nostro piatto di coltura-cultura mediterranea? I legumi, da sempre inconsapevoli sostituti del cibo carneo, oggi scelta consapevole per le loro proteine vegetali; i pesci, da sempre mangiati sulle sponde mediterranee, il pescato era infatti il piatto del giorno quando ancora non esistevano i menù. Il pesce simbolo sacro, simbolo rituale dei giorni di magro, oggi alimento di salubrità assoluta, rimedio medicale prescritto  in tante situazioni di patologie legate alla sfera lipidica o circolatoria. Azzurro ancora meglio. Come il Nostro Mare, azzurro, riserva inesauribile di materia prima, di scambi culturali, di emozioni poesia letteratura. Di cosa  scriverebbero i nostri poeti senza il mare, cosa dipingerebbero le nostre tele, di cosa parlerebbero le nostre canzoni?

Il Modello della Dieta Mediterranea    domenica 18 settembre  ore 15    Palazzo Vallemani- Assisi

WTE  World Heritage Tourism Expo   Turismo Mondiale Citta’ e Siti Unesco

Marilena Badolato      www.marilenabadolato.it

AUTHOR - Marilena Badolato