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ESTATE DI SAN MARTINO: SERATA DI NOVELLO, SAPORI ANTICHI E AROMI DI VINI

Tutta sul vino sarà la serata. Vino da bere, da ascoltare, vino da ridere con frizzi e lazzi ironici, piacevolmente colti.

Corinna Lo Castro e Andrea Cagliesi ci accompagnano con il loro Simposium “In vino veritas” , un  percorso etilico con un menù di colori e sapori autunnali, qui ad Assisi al Ristorante San Francesco.

Apre Corinna che legge poesie come fiori: di Hermann Hess, La farfalla nel vino – Una farfalla è volata nel mio bicchiere di vino,/ ebbra si abbandona alla sua dolce rovina,/ remiga senza forze, ora sta per morire,/ ecco, il mio dito la solleva via…-; di Wislawa Szymborska, Accanto a un bicchiere di vino- Il tavolo è tavolo, il vino è vino/ nel bicchiere che è un bicchiere/ e sta lì dritto sul tavolo./ Io invece sono immaginaria,/ incredibilmente immaginaria,/ immaginaria fino al midollo.-; di Stefano Benni, Le piccole cose che  amo di te, esilarante testo che scivola verso un crescendo peggiorativo, dichiarazione d’amore al rovescio. Nel piatto intanto come entrée : tortino di riso, crostino di polenta al lardo e rosmarino, bauletto di bietola, buonissimo con mozzarella e tartufo nero,  tronchetto di caprino miele e noci e millefoglie di patate e porcini del bosco, nel bicchiere Chardonnay Livon, che io sorseggio appena per passare al Novello San Giocondo Antinori. Per me stasera, Estate di San Martino, serata di novello, serata di rossi, Dolcetto Pio Cesare … Seguono i ravioli di borragine con ceci ed erbe selvatiche: è il mago delle erbe Carlo Angeletti, i suoi primi con erbe spontanee sono fantastici… i ceci poi, per metà passati fanno da letto addensante ai delicati ravioli e li accompagnano, alcuni  interi, come piccole perle di…saggezza, saggezza… saggezza e cultura nella descrizione di Corinna del Bacco nell’Arte, opere d’arte a tema vinoso, Bacco dei Romani, Dioniso dei Greci, Fufluns per gli Etruschi, quello di Caravaggio, brillo, rosso paonazzo, sguardo torpido da bevitore, vezzo di pittore di dipingere davanti allo specchio, forse per mancanza di modelli, e di dipingersi, la coppa allora sarà nella mano sinistra; poi quello di Velasquez, un Bacco bianco e luminoso, attorniato da contadini ubriachi, Los Bebedores, Los Borrachos. Entra in sala Andrea e si passa ad  una esilarante degustazione sensoriale di tre grandi vini: – Innanzi tutto -dice- il tappo deve sapere di tappo-, poi inizia un viaggio gustativo con i colori dei vino- colore nero bianco e rosso, rosso vivo, rosso porpora, rosso di sera buon tempo si spera; segue l’olfatto- profumo di fiori, di tanti fiori, profumo di frutta selvatica, more e frutti di bosco, con retrogusto di foresta, anzi di guardacaccia; al tatto-continua- ruvide spezie e sale grosso;-infine per l’udito, si sente- e lo dice roteando il bicchiere e portandolo all’orecchio- forte la voce del vignaiolo, forte la voce in… quieta del vignaiolo.- Passiamo ora al vino dolce-continua- vendemmia tardiva, quando la concentrazione zuccherina sale e sale e sale e va avanti per tutta la notte. Così un passito diventa un trapass-a-to remoto, vino dai grandi accenti, e punti e punti e virgola, il gusto poi richiama il miele e il retrogusto…la caramella rossana. Al tatto è…appiccicaticcio, poiché è dolce. Anche questo se accostato all’orecchio rimanda la voce del vignaiolo, sempre in…quieto, come prima-

Intanto arriva il petto d’oca farcito ai marroni, elegante fettina tornita con all’interno il biancore della castagna, e il carrè di vitello arrostito al confit di noci, fichi e arance. Delizioso.

Di scatto entra Federico Barbarossa compresa la pesante armatura e il lenzuolo da fantasma, parla dell’Italia e delle sue conquiste, della conoscenza con Attila, altro gran bevitore, dei Castelli visitati insieme come fantasmi, i famosi Chateau di Bordeaux…luoghi di vini. Esce il fantasma e rientra nelle vesti di Andrea insieme a Corinna, intonano ora canzoni in romanesco sul vino, nostrani stornelli sul tema caro delle Chansons a boire, sembra una atmosfera surreale tanta è la bravura di questi artisti che vanno avanti improvvisando, tra i continui bis dei presenti. Sta diventando  un teatro sulla scia del nostro grande Gigi Proietti. Improvvisazione e talento.

Ecco le Frittelle di San Martino, la tradizione storica di questi choux fritti, farciti di morbida crema che ci fanno chiudere gli occhi, tanta è la delizia del primo morso, ma le canzoni procedono, la stessa strofa viene ripetuta tre quattro volte, fra le risate dei presenti, ricominciando sempre da capo, gli attori entrano e escono di scena, è un crescendo di ilarità….

Il vino è stato bevuto, tutto, Bacco onorato, il novello de-cantato in tutti i modi…Che bella sera stasera. Questa serata ci riconcilia col mondo.

Marilena Badolato             maribell@live.it

AUTHOR - Marilena Badolato

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