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FONTANA DI SANT’ERCOLANO: BELLA DEL BORGO BELLO. IL XX GIUGNO A PERUGIA

Borgo XX Giugno ha di nuovo la sua Fontana, bella dopo il restauro conservativo. Bentornata rinnovata, beneamata fontana, fontana di giochi, di schizzi con l’acqua, di grandiose bevute dopo le corse nei piccoli giardini che ti circondano, o dopo i giochi con la terra e i sassolini. Nostro grande divertimento, giardino attrezzato di una volta. Giocare con l’acqua, d’estate, era il gioco più bello, il più adatto, attrezzatissimo. Forse perché senza altalene o scivoli o casette o gonfiabili, senza tutto ciò, i nostri compagni di gioco erano gli alberi, le siepi per nasconderci, l’acqua per schizzare il più lontano possibile, e per bere e ristorarci, senza Cocacola. Altro giardino, altra fonte altra acqua. Nei nostri giardini c’era sempre una fontana, monumentale grande piccola per bere o per giocare o per godere della frescura e della vista di quelle variegate garrule fontanelle, ognuna diversa, anzi diversissima nel suo sgorgare: perfetto era il raggio rotondo e perfettamente centrato per la bocca, e ad altezza di bambino, delle piccole fonti dei giardinetti e del frontone. Sembravano fatte apposta per noi, nostre, proprio nostre di noi bambini quelle fontanelle. E anche questa di Sant’Ercolano aveva le sue vasche ad altezza giusta, per bere dopo le corse quell’acqua fresca. “Attenta a bere che sei sudata!!!” Era il grido unanime dei genitori, ma proprio per quello bevevamo!!!

E Perugia è simile a una fonte titolava un suo scritto Dante Magnini, grande perugino, ed è vero siamo quassù perché qui c’era l’acqua, città scomoda, di tramontana, luogo  scosceso,  di saliscendi, ma ricco di fonti. E salvo da incursioni e da quelle paludi e dai miasmi e dalle epidemie che infestavano le pianure. Ricco di quegli acquedotti che l’ingegneria etrusca, ineguagliabile nel mondo antico, aveva creato, fitta rete di cunicoli sotterranei che rifornivano qualunque acropoli. E la rendevano unica.
Siamo pieni di fonti, più grandi, più piccole, o minori come vengono dette rapportate alla nostra Maggiore, ma quella era luogo di rispetto, da sempre di incontro per noi perugini,  per discutere o per gioire insieme o per goderci la nostra bellissima piazza uscendo dalla Messa della Cattedrale o dalla Sala dei Notari del Palazzo comunale: che differenza fa infatti, la Fontana è sempre lì, in mezzo, da destra o da sinistra è la stessa, perfettamente rotonda come la piazza. Gioiello nel gioiello: Aspice qui transis jocundum vivere fontes. Si bene respicies mira videre potes, si legge su una cornice architettonica. Ed è vero, se il turista guarda bene vedrà meraviglie incastonate e scolpite: la storia, il sapere universale, la vita degli uomini, Perugia, i santi, gli eroi  tra cui  Euliste, compagno di Enea, che il mito vuole sia il fondatore della nostra città.  Ma questa altra fonte , certo non come la Maggiore , ma nemmeno tra le minori, questa nostra del Nettuno, ma da noi sempre chiamata come l’omonima chiesa, è stata via via considerata bella, brutta, degna, indegna, come ha oggi esaurientemente spiegato la  dottoressa Tiziana Bagianti. Creata nel 1854 dall’ingegnere Filippo Lardoni per Piazza del Sopramuro,  sembra  però che comunque anche Borgo XX Giugno avesse bisogno di acqua e di una fontana,  una petizione poi firmata da illustri cittadini che la considerarono tanto bella, la chiese a sostituire quella secentesca in rovina che si trovava appunto nella piazza superiore, la nostra Piazza del Mercato ( Piazza del Sopramuro, Piazza Matteotti per intenderci ) dove  tra l’altro l’acqua era utile per la vendita delle verdure. Così venne completamente smantellata la fontana secentesca preesistente creata nel 1656, dice il Bonazzi nella sua Storia, e questa collocata sulla piazza. Più tardi invece altri illustri cittadini, la trovarono inadeguata per la bellezza e il decoro della Piazza collocando al suo posto la più degna statua di Garibaldi, eravamo nel 1887, così la nostra povera fontana ridiscese le scalette di Sant’Ercolano e trovò posto nella sede attuale sotto il Muro di sostegno della via Marzia.

Bentornata rinnovata, beneamata fontana, bella o brutta, degna o indegna, fontana di Sant’Ercolano, insieme a San Costanzo, i patroni a noi più cari. Certamente Bella nel Borgo Bello. Bentornati anche ai giardini, storici, dove spero sarà collocata qualche altra comoda panca, per sedersi prima di affrontare le erte Scalette o per riposarsi e rinunciare a farlo. Panchine che invitano, oltre che al riposo, ad uno sguardo diverso alle diverse angolazioni del giardino, della fontana, del corso, delle case. Luogo fresco e ricercato d’estate a ridosso delle belle e fresche Mura della Rocca, e guardato con nostalgia d’inverno, quando spira la nostra tramontana.

Marilena Badolato    maribell@live.it

AUTHOR - Marilena Badolato

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