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TERREMOTO.

UN UPPERCUT TERRIBILE. Anzi due. Dal basso verso l’alto. E mai te li aspetti, anche se l’Italia è sismica e  la tua regione è ancor più sismica. Ma ogni volta è la prima volta. E sai che se avviene di pomeriggio, la  tua notte sarà “bianca”, a sognare fantasmi. E’ sin da bambina che senti la  terra tremare ad appuntamenti cadenzati con il fato. La tua casa tremare, Il rifugio sicuro zeppo delle tue cose e persone più care, tremare. E ti chiedi dove saranno, in questo momento che sei sola, adesso i tuoi cari, ora che la  terra se ne va per conto suo e ti dimentica, obbedendo alle sue regole, a te sconosciute. Minimizzare, nascondere, ma cosa e perché? Certo Perugia, la città,  non crolla, certo qui  la luce e l’acqua non mancheranno mai, certo i nostri palazzi non cederanno alla furia. Ma tante realtà a noi vicine hanno di nuovo piegato le ginocchia, in silenzio, solo con  il nostro pianto, compianto e lamento. Terremotati da sempre, perché nasconderlo? Da noi in città ovviamente niente crolla a terra.  Non ci saranno morti o feriti, ma feriti nell’anima tanti. Con un senso di desolata impotenza.

 

TERREMOTO, NIENTE FOTO. Noi le foto le abbiamo stampate dentro. Fa bene parlarne, dicono gli psicologi, per “rimuoverle”. Ma  come facciamo a rimuoverle se le scosse sono continue? Diventerebbe una lunga e continua cantilena  di parole, esperienze,  racconti. Lungo Corso Vannucci stamane nessuno  sorride, il vento ora impetuoso e complice criminale della furia della terra, ha spazzato via la bonaccia dei giorni scorsi, triste presagio per noi, non più giovanissimi, di un clima strano, portatore di eventi…Si prende il solito caffè, si lavora negli uffici, nei negozi, nei luoghi cittadini di sempre, ma nessuno sorride. La fronte increspata da notizie tristissime, le finestre che scricchiolano, i vetri  che tintinnano, i lampadari che si muovono a vuoto.  E’ sarà per tanto tempo, lo sappiamo bene  che nulla finirà adesso.

 

CHE’ IL MOSTRO MORDERA’ ANCORA. E non saremo mai abbastanza preparati. E il giorno dopo usciremo per le strade a rincuoraci, a farci compagnia, con chiacchere da bar…per esorcizzare la paura che sin da bambini, è la nostra compagna di notti insonni. Con l’ansia nel cuore, il fiato corto che non basta a respirare, i vestiti accanto pronti, come se quei secondi, in realtà lunghissimi,  bastassero a vestirsi e scappare in qualunque luogo, meno che lì.

 

LA NOSTRA MONTAGNA PIU’ BELLA TREMA.  I nostri più verdi paesaggi si muovono. La nostra gente più schietta è spaventata, ma pronta a rimboccarsi le maniche, come ha  sempre fatto. E continuerà a coltivare, ad allevare, ad amare la  sua terra come sempre, regalandoci quelle meravigliose materie prime di cui la Natura, benigna e matrigna, è da sempre  prodiga in queste zone.

 

MALATTIA DA TERREMOTO, per noi esiste, facile dirci dopo dove è stato l’epicentro, di quale intensità, cosa ci aspetta da quel giorno in poi. Troppo facile. Vorremmo sapere, anche per sommi linee quando e se avverrà  di nuovo e dove. Chiediamo troppo? Chiediamolo agli dei allora, magari ci rispondono….

 

 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato