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30 DICEMBRE 2021: LA SECONDA GIORNATA DI UMBRIAJAZZWINTER#28 A ORVIETO.

IL PIANO SOLO di Sullivan Fortner al Museo Emilio Greco, mentre al Teatro Mancinelli Mckenzie-Lubambo-Morlenbaum, e Lionel Loueke e Bill Frisell con l’Umbria Jazz Orchestra. Musica non stop sino a mezzanotte al Palazzo del Popolo e al Palazzo dei Sette.

 

UN  giovane pianista in grande ascesa, Sullivan Fortner, trentaquattrenne di New Orleans, nell’ultima edizione estiva di Umbria Jazz ha diviso la scena con la vocalist star Cecile McLorin Salvant, con la quale ha anche inciso il disco The Window, premiato con un Grammy, proprio con la formula voce-pianoforte. In precedenza Fortner aveva suonato a Orvieto sia in piano solo che in trio, e come guest una specialista della tap dance, Michela Marino Lerman. 

 

FORTNER è un riconosciuto protagonista della nouvelle vague del pianoforte jazz soprattutto dopo aver vinto il Lincoln Center Award for Emerging Artists. In questa prima fase della sua carriera si è esibito nel circuito Jazz at Lincoln Center ed ai festival di Newport e Monterey, ha suonato con Dianne Reeves, Roy Hargrove (è stato membro dell’ultima formazione del trombettista texano), Wynton Marsalis, Paul Simon, John Scofield, Fred Hersch, DeeDee Bridgewater. Ha pubblicato anche i primi due dischi da leader per la Impulse! Figlio d’arte, ha mosso i primi passi come organista dei cori gospel (sua madre ne dirigeva uno) ed ha poi studiato in istituzioni prestigiose come l’Oberlin Conservatory e il Berklee College of Music.

 

LOUEKE, che Herbie Hancock ha definito “a musical painter”, originario del Benin e con alle spalle buoni studi a Parigi e in America dove è passato anche per le aule del Berklee, ha uno stile così personale da non somigliare a nessun altro e realmente da’ l’impressione di affondare le radici nel patrimonio musicale del suo mondo di origine, pur avendo assimilato alla perfezione il linguaggio del jazz e le sue tecniche di improvvisazione. Dopo i primi passi nel mondo del jazz “maggiore” con Terence Blanchard, è con Hancock che Loueke ha conosciuto la definitiva consacrazione. ll chitarrista del Benin con Hancock ha suonato a lungo sia del vivo che in studio (per esempio, i progetti su Joni Mitchell e John Lennon) e non ha certo dimenticato quanto deve al suo mentore. Per lui Herbie è un vero riferimento a livello umano oltre che artistico e non lo nasconde: “per me era un bisogno suonare la sua musica”. Ed è nato così l’omaggio che ora si traduce in un evento live ma che già ha prodotto un disco intitolato semplicemente “HH” che ovviamente sta per Herbie Hancock. La formula, sia dal vivo che in studio, è quella della solo performance ed il repertorio è quello dei classici del periodo più creativo di Hancock, che vanno dai successi hard bop e soul in puro stile Blue Note (“Speak Like A Child”, “Cantaloupe Island”, “Dolphin Dance”, “Watermelon Man”) fino alla svolta elettrica (“Rockit It”, “Butterfly”, “Hang Up Your Hang Ups”). La musica risulta essere anche più spettacolare di quello che ci si aspetterebbe, per via di una tecnica che permette a Loueke di sovrapporre linee di basso, accompagnamento, improvvisazione e talvolta una vocalità scura e profonda. Una specie di uomo/orchestra che attinge ad un songbook molto frequentato senza timori per gli inevitabili confronti e senza cercare effetti speciali.

 

E’ UN NUOVO capitolo dell’avventura musicale della Umbria Jazz Orchestra l’incontro con uno degli artisti più carismatici del jazz moderno, Bill Frisell. I lavori per un organico più esteso non sono una novità per Frisell, che ha frequentato anche questa formula nell’arco di una produzione eclettica ed estremamente variegata. Orchestrazione e direzione sono di uno specialista della materia come Michael Gibbs, storico esponente del jazz europeo, in assoluto uno dei più brillanti alchimisti del suono. Nel corso di una carriera straordinaria Gibbs ha lavorato, tra gli altri, con Jaco Pastorius, Joni Mitchell, Michael Mantler, Pat Metheny, John McLaughlin, Peter Gabriel, John Scofield, Whitney Houston, Gary Burton. Una autentica eminenza grigia del jazz per grandi formazioni, e comunque un compositore e arrangiatore assolutamente non convenzionale. La collaborazione dell’orchestra con Frisell (che a Orvieto si potrà ascoltare anche in una solo performance), è l’ultima di una ormai lunga serie, che ha visto la Umbria Jazz Orchestra a fianco di artisti come Kurt Elling, Ryan Truesdell, Wayne Shorter, Gil Gildestein, Gregory Porter-Vince Mendoza, Quincy Jones, Paolo Fresu, Ethan Iverson. (notizie da: Cristiano Romano Comunicazione/Ufficio Stampa Fondazione di Partecipazione Umbria Jazz).

 

 

UN GRANDE  sforzo organizzativo ad Orvieto, sia da parte della Fondazione Umbria Jazz  che dell’amministrazione comunale, per permettere lo svolgimento in sicurezza di Umbria jazz winter, la cui 28/a edizione ha preso il via nel centro storico della città.”Quello orvietano è un Natale ricco di tante iniziative, anche culturali che lo rendono ancora più speciale e quest’anno abbiamo il ritorno di Umbria jazz winter, dopo un anno di pausa forzata dovuta all’emergenza Covid. Il tutto si svolgerà nella massima sicurezza, perchè organizzato nel pieno rispetto delle normative sul contenimento dei contagi previste dal recente decreto. Siamo convinti che la città saprà dimostrare capacità di accoglienza e il senso di responsabilità che l’ha contraddistinta anche nei momenti più difficili della pandemia”.   (sindaco di Orvieto Roberta Tardani- ANSA)

 

 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato

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