GARDEN CLUB PERUGIA: I GIARDINI SEGRETI.
INCONTRIAMOCI AI GIARDINI. Il primo di una serie di incontri, organizzati dal Garden club perugino, guidato dalla sua presidente Giuseppina Massi Benedetti, che porteranno alla scoperta di alcuni grandi giardini privati della Città. E scoprirne l’anima. Saranno i proprietari che con passione li curano e conservano a raccontare le loro storie. L’incontro in una aula dell’Orto Botanico, ospiti di Marco Maovaz, Direttore dello stesso Orto Botanico della Università di Perugia.
IL PRIMO è il Giardino di “Casa Olivi” di Elisabetta Barbieri, ubicato appena fuori le mura urbiche, mentre il secondo è il Giardino di “Casa Mancini” della omonima famiglia, costruito proprio all’interno delle Mura etrusche.
IL GIARDINO di Casa Olivi ha una lunga storia che risale all’800. La proprietà del “Villino Olivi” apparteneva a Ferdinando Cesaroni (ne parla Maria Luisa Martella citando anche il volume di Luciano Giacchè) che trasformò una casa colonica con terreni che arrivavano sino in via dei Filosofi in una sua dimora di villeggiatura appena fuori città. Il Cesaroni da apprendista giardiniere presso ville nobiliari, divenne imprenditore trai più ricchi del tempo. Comprò case e terreni, a Firenze, a Perugia, quella Villa del Cardinale che l’aveva visto ragazzo addetto al giardino, e anche sul lago Trasimeno dove acquistò persino Isola Polvese. Si devono a lui i fregi e le decorazioni, soprattutto i bellissimi ovali posizionati in alto, che rappresentano le quattro stagioni, mentre il loro restauro e conservazione si devono alla famiglia Olivi e alle tre sorelle: Vittoria, Sandra e Maria. E’ un giardino di stile misto, dove permangono gli alberi secolari tradizionali del periodo: Cedro, Tasso, Magnolia Grandiflora, Sophora pendula. Mentre il suo restauro durato un anno intero, ha comportato inserimenti nuovi di piante decorative resistenti, a causa anche delle condizioni stagionali in continuo mutamento, come Rose centifolia, Anemoni giapponesi, Ortensie macrophylla.
MENTRE il Giardino Mancini, posizionato proprio sulle Mura etrusche (ne parla Aureliana del Commoda con Italo Mancini) risulta da una proprietà risalente sulle mappe catastali agli anni ‘20 del Novecento, dell’avvocato Italo Mancini, nonno dell’attuale proprietario. Il giardino, curatissimo, è di forma geometrica rettangolare e offre ancora oggi gli alberi storici della Magnolia Grandiflora, delle Palme, e di quattro Tassi a forma di cono. La balaustrata aveva in origine arcate con Rose rampicanti in vasi di terracotta senza fondo le cui radici avevano ramificato sin dentro le pietre etrusche e quindi fu necessario sacrificarle. L’ingresso del giardino è comodissimo, perché si trova allo stesso piano dell’appartamento. In estate vengono piantati su grandi orci dei gerani e accanto ancora ortensie e gelsomini. Un bellissimo scorcio aperto fa intravedere, anche dalla parte più interna del giardino, il fantastico panorama della Acropoli perugina e della Università per Stranieri. Vi è persino una serra costruita sulle Mura. Fa bella mostra di sé, in una nicchia, una urna etrusca rinvenuta in un terreno di proprietà dello stesso avvocato Mancini.
marilena badolato


