ASCOLTARE IL MONDO: DAI PAESAGGI SONORI DELLA NATURA ALLA POESIA DEL CANTICO. AUDITORIUM SAN FRANCESCO AL PRATO, PERUGIA
A 800 ANNI dalla morte di San Francesco una emozionante esperienza immersiva che ha unito le sonorità di un Natura primordiale alla poesia di un Cantico ancora oggi universale.
ALL’AUDITORIUM di San Francesco al Prato con la sua maestosa antica identità mescolata a una modernissima nudità contemporanea, si alza l’ invito ad ascoltare il mondo come relazione tra uomo, natura e paesaggio, grazie alle straordinarie performance di David Monacchi e Davide Rondoni. Monacchi, compositore, ricercatore di ecosistemi sonori e archivista della biodiversità acustica mondiale, documenta il patrimonio acustico delle ultime foreste primarie del pianeta con il progetto internazionale Fragments of Extinction con cui ha sviluppato un approccio scientifico e basato su registrazioni 3D ad altissima definizione per creare consapevolezza sulla crisi globale della biodiversità. È titolare del brevetto internazionale Eco-acoustic Theatre per la fruizione immersiva degli ecosistemi sonori naturali. Mentre Rondoni è poeta, scrittore, saggista e drammaturgo. Fondatore del Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna e presidente del Comitato Nazionale per la celebrazione dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi. A fare da ponte tra le due esperienze è infatti il Cantico delle Creature, uno dei testi più alti della nostra letteratura.
ATTRAVERSO un dialogo tra parola e paesaggio sonoro, i due hanno accompagnato il pubblico in una rilettura del Cantico come gesto universale di ascolto del mondo vivente. Una esperienza nella quale poesia, suoni della natura e riflessione contemporanea si sono intrecciati in un unico racconto. Un ascolto che ha richiesto tempo, attenzione e disponibilità a lasciarsi sorprendere da ciò che spesso il rumore della quotidianità finisce per coprire.
COSI’ i suoni della natura della foresta amazzonica e della più antiche e incontaminate foreste del mondo, si sono uniti alla concezione che Francesco esprime nella sua “canzone di amore cortese” verso la Natura, secondo i dettami del suo tempo. Nel dialogo che il poeta intreccia con Giovanni, chiamato Francesco, emergono ironia, poesia, spiritualità, passione. Un cuore, quello di Francesco, che canta all’ “Altissimu” dinanzi a cui si sente un niente. E lo ama come i trovatori amavano l’amore “lontano”, fuori da ogni possibilità d’esser posseduto. Con la gentilezza del cuore, con la differenza tra amore e possesso. E con quel “cum” tra creature e Creatore che rinsalda una fede profonda.
QUESTO RAGAZZO che canticchiava in francese, danzava predicando e scriveva lettere piene di affetto ai suoi frati, questo uomo che, vedendo avanzare la “sora morte corporale”, perdendo la vista e perdendo le forze, decide di lasciare loro non solo una regola e un testamento, ma una poesia ritmica e cantabile, da cantare sempre. E solo un essere umano libero, che sa di essere un “mistero della Natura”, può essere un creatore di rinnovata relazione con essa. Amante alla vita e a quel che chiamiamo “Natura”, indicando con tale nome, che viene da “nascita”, il primo nome del mistero.
NELL’AMBITO della propria partecipazione a Umbria Jazz 2026, l’Azienda Farchioni ha presentato ‘Ascoltare il mondo’, un evento culturale all’Auditorium San Francesco al Prato di Perugia, che ha offerto al pubblico anche la possibilità di visitare uno degli spazi più suggestivi della città. Uno spazio particolarmente significativo per Farchioni che, in qualità di partner, sostiene i lavori di manutenzione che vengono fatti durante le attività culturali annuali. " L’Umbria ci ha insegnato che ascoltare è il primo gesto della cura: ascoltare la natura, le persone, il tempo – sostiene Giampaolo Farchioni, direttore vendite Farchioni Olii s.p.a. – Con ‘Ascoltare il Mondo’ abbiamo voluto offrire alla città un’esperienza aperta a tutti, affidando a David Monacchi e Davide Rondoni il compito di accompagnarci in una riflessione che parla del nostro territorio, ma anche e soprattutto del nostro rapporto con il mondo vivente”.
marilena badolato


