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A CANNARA TORNA A DELIZIARE I PALATI LA CIPOLLA.

 

INFRANGE le pietre delle case, infonde le vie, irrora d’aroma le piazze, i vicoli, le strade, i banchi colorati di trecce appese. Nei cortili e giardini arricchiti da tavolate festanti, nei ristoranti, nelle taverne  ovunque si mangia cipolla, sola o accompagnata in piatti tradizionali o in nuovissime intuizioni che generano sensazioni gustative diverse. Ma vince sempre Lei: più dolce o più acuta, più morbida o più accattivante nel gusto e nella  forma  di un piatto ritrovato da chi cucina cipolla  da una vita o inventato da chi ha voglia di giocare con Lei ancora una volta.

 

CIPOLLA in quel risotto cantato da poeti e letterati, ma anche nei dialetti di focacce, scacce, ciacce e nella italianissima pizza, che da sempre ci ricordano, in modo più succulento e ricco, quel pane e cipolla di chi un tempo non aveva altro. Cipolla nella storia “rimedio contra grandissima  peste provato”, cipolla nelle salse che accompagnano oggi golosi piatti di pasta o succulenti arrosti carnei, cipolla anche in variopinte insalate arricchite da pomodoro e verde lattughino  a donare salute e vitamine, o in calde zuppe profumate d’inverno. E  ancora cipolla da  sola  regina  del piatto, stufata, caramellata, in agrodolce condita, farcita  di leccorniose bontà e infornata, fritta in infiniti bianchi anelli, cipolla in regali sformati in comunione a blasonati formaggi. Cipolla infine in dolci preparazioni, in crostate, in creme, composte e marmellate, per recuperare in bocca in fondo un po’di  Lei. Cipolla dalla vita eterna, come credevano gli Egizi, così racchiusa in anelli infiniti.

 

CIPOLLE  ITALIANE, tante e così diverse per salinità, per acutezza, per dolcezza, per gusto mutuato dal vento, dal sole, dalla pioggia che Lei fa suoi, regina di quella particolare terra: dorata di Parma, borettana, rossa di Toscana, cipolla di Cannara, rossa di Tropea, rossa piatta di Bassano, vernina di Firenze, ramata di Milano, cipolla di Vatolla, di Giarratana, ramata di Montoro, bianca di Barletta, bianca di Chioggia, rossa di Acquaviva delle Fonti, cipolla di Suasa, di Certaldo, di Sermide, di Brunate, di Banari, di Cavasso Nuovo,  cipolla bianca di Fara Filiorum Petri, cipolla di Alife, cipolla paglina di Castrofilippo.

 

CANNARA E’ LA SUA CIPOLLA: festa d’estate o d’inverno, i piatti cambiano e lei resta  regina indiscutibile della tavola. A Cannara allora, per la 36a “Festa della cipolla”!

 

 

 

Non piangere, cipolla:/ tu sola  sei capace,/ trattata con affetto,/ riscaldata piano, piano,/ un po’ rimescolata/(ma molto lentamente,/ per non finire,/ come si dice,/ dalla padella alla brace)/ senza crudezza, senza seccature,/ soltanto un po’ rosata/ nel tuo olio abbondante,/ cipolla profumata, sei capace/ di dare al riso il riso che mi piace. (Roberto Piumini. Non piangere cipolla)

 

 

                                                         36a FESTA DELLA CIPOLLA DI  CANNARA

                                                               31 agosto/ 4 settembre  e  6/11 settembre

 

www.festadellacipolla.com

 

 

 marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato

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