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E LA CULTURA NON SI FERMA. GLI SCAVI DI ORVIETO DEL FANUM VOLTUMNAE A “VOCIPERILMUSEO”- FACEBOOK.

DOMANI, mercoledì 3 giugno la rubrica “Vociperilmuseo” della pagina Facebook della Direzione Regionale Musei dell’Umbria realizzata da Lara Anniboletti, ospiterà Simonetta Stopponi, direttrice delle campagne di scavi dell’antico " Fanum Voltumnae". Al di sotto della rupe sulla quale sorgeva la città etrusca di Orvieto, in genere identificata con l'etrusca Velzna, si trova il pianoro oggi conosciuto come "Campo della Fiera” nel quale una serie di scavi hanno permesso di riconoscere un vasto Santuario che gli Etruschi chiamavano “Luogo Celeste”.

 

GIA’ docente universitaria di Etruscologia e Antichità italiche, Simonetta Stopponi è direttrice, a partire dal 2000, delle campagne di scavi che hanno riportato alla luce il Fanum Voltumnae, il Santuario federale dedicato al dio Veltune (Voltumna o Vertumnus per i Romani) che Varrone (l.l. 5, 46) definisce deus Etruriae princeps, da assimilare a Tinia, che rappresenta la figura più eminente del pantheon etrusco. Qui, come riportato dallo storico romano Tito Livio, si riunivano i rappresentanti delle dodici maggiori città etrusche per assumere importanti decisioni collegiali. Qui si eleggeva il capo supremo della Federazione Etrusca, vi si tenevano feste religiose, ma anche eventi, fiere, mercati, spettacoli teatrali e giochi solenni e vi si prendevano deliberazioni politiche.

 

L’INDAGINE archeologica ha riguardato un vasto periodo che va dal VI sec. a.C. al XIV, cioè dal Santuario etrusco sino alla medievale Chiesa di San Pietro “In Vetere”. Trasformatosi successivamente in luogo di culto cristiano, il “Fanum Voltumnae” in epoca medievale fu adibito allo svolgimento di mercati stagionali.

 

TRA I REPERTI, interessanti e di inestimabile valore, vi sono ceramiche greche, monete, gioielli, fregi, altari, teste in terracotta e decorazioni di edifici. In particolare una lunga iscrizione sembra aver rivelato il nome etrusco del santuario come il “luogo celeste”. La gran parte di essi sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Orvieto e, grazie anche all’impegno dell’ex direttrice Luana Cenciaioli che ne ha curato la sistemazione, hanno riscosso due anni fa uno straordinario successo in Lussemburgo nella mostra “Il luogo celeste. Gli Etruschi e i loro dei. Il santuario federale di Orvieto”, presso il Musée National d'Histoire et d'Art, dove per la prima volta sono stati presentati al mondo in modo organico circa 1300 pezzi.

 

 

 

#IORESTOACASA

 

marilena badolato

 

AUTHOR - Marilena Badolato

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