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IL “TORCOLO DEL PERUGINO” E IL “PANDOLCE DELLE FONTI” PRESENTATI A PALAZZO DEI PRIORI A PERUGIA

INTRIGANTE FONTIGNANO. Un antico "spedale" e un "castello" a significare  un luogo di accoglienza di pellegrini l'uno, e l’altro certo una protezione da scorrerie, numerose a quei tempi, e poi ancora quattro fonti storiche di acqua, un bene prezioso da sempre, a ristoro di genti e tesoro di terreni ubertosi. E la presenza di un pittore molto famoso al suo tempo che, ormai anziano, affresca quella chiesupola, su committenza, a ringraziamento o a prece per una peste scampata o da evitare e che invece, proprio in quel luogo lo colpirà, morbo ciclico, e quel luogo stesso accoglierà la sua tomba, le sue spoglie per sempre. Preghiamo san Rocco e san Sebastiano, per questo, e affreschiamo anche una Madonna con Bambino, in fondo è la chiesa dell’Assunta e al Perugino quei volti di Madonna vengono così bene, così moderni di velature, di chiaroscuri, dove l’impronta verso il paesaggio e i soggetti prende il sopravvento sulla scuola ed esprime il sentimento di peruginità, di umbritudine.

 

LUI E' COLUI CHE: “…tra gli allievi di Piero della Francesca fu un tal Piero da Castel della Pieve che tanto piacque al suo tempo che vennero molti di Francia, di Spagna d’Alemagna e d’altre province per imparare i segreti della sua pretiosa arte” e so lo dice il Vasari sarà vero.
La voglia, oggi, di organizzare una gara rinascimentale, il “Torneo delle fonti”, dei giovani del paese di Fontignano che si sfidano in gare d’acqua- altrimenti che Fontignano sarebbe-, tra la parte dello “spedale” e quella del “castello”. E il banchetto, “che s’ha da fare”, propiziatorio al torneo.

 

COSI', STUDIANDO E ORGANIZZANDO IL MENU' DEL BANCHETTO, penso che mancava nel nostro panorama gastronomico cittadino, un “ torcolo del Perugino”, dedicato all’ artista più illustre e nel banchetto un dolce sicuramente presente già ai sui tempi e nella sua mensa. Almeno nell’età della vecchiezza quando decide di tornare, dopo i lunghi soggiorni fiorentini e il vorticoso giro di committenze, al paesello. Che poi era nella zona del lago Trasimeno, tra Castel di Città della Pieve e Castello dello Spedale di Fontignano. E un altro dolce,  serendipità di pane raffermo, anici e poco più, a ricordare l'antica ospitalità degli spedali e intriso con l'acqua delle fonti di Fontignano: il pandolce delle fonti, che, inzuppato nel vinsanto, è splendido.

 

IL "TORCOLO DEL PERUGINO”, studiato e ipotizzato a conclusione di un banchetto rinascimentale, vuole essere una prova di come il passato possa ricondurci all’attualità del presente e traghettarci verso il futuro. Perchè il torcolo è da sempre nella nostra vita culinaria e sociale: a fette intinto nel vinsanto, a colazione, merenda o pranzo e, se avanza, a strati con la crema e la cioccolata e bagnato di “archemens” come si chiama da noi, storpiato di nome, ma riconoscibile comunque come il rosso liquoroso e speziato elisir, a simulare quella zuppa inglese dei giorni di festa.

 

CHISSA' SE IL TORCOLO NASCE COME FOCACCIA DI GIANO, quella janual, (da cui avremo gennaio) propiziatoria per l’anno nuovo e forse modellata ” in modum rotae fincta”, cioè a forma di ciambella a rappresentare il cerchio che si chiude tra passato e futuro, l’eterno divenire insomma, che lo stesso dio bifronte rappresentava, se vogliamo dargli una dignità storica. Dignità della mensa la ha già e da tempo. Chè da sempre lo mangiamo, lo conserviamo, lo inventiamo in innovative ricette. Come questa. Dedicata al maestro del colore per quei tempi, Pietro Vannucci detto il Perugino, e alle nuove derrate alimentari che ci arrivavano da nuove culture e colture: le arance, gli agrumi presenze arabe nel territorio che diventeranno solarità mediterranea, le verdure, le carote presenti da sempre nei nostri orti medievali, l’olio extra vergine d’oliva da tempi antichissimi utilizzato e oggi dappertutto DOP Umbria, le nozioni attuali di dietetica che mi spingono a creare una ricetta che sia nutraceuticamente sana. Ricordando l’Expo e il messaggio di nutrire bene il pianeta. Cioè anche noi.

 

VUOLE ESSERE UN MESSAGGIO alle nuove generazioni, ai bambini, ai giovani, ai “ nostri cittadini preferiti”, come li ha definiti il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ospitando il "torcolo del Perugino" all’inaugurazione dell’anno scolastico 2015-16, quelle nuove generazioni che io stessa definisco le nostre staffette del tempo, testimoni di come la storia possa vestirsi di un dirompente intrigante nuovo e farlo proprio e impossessarsene donandogli la propria identità. Un “fare e sognare di poter fare” che non deve abbandonarli mai. E la scuola può e dovrebbe far questo: potenziare la capacità di conoscere, ma anche di sognare, creare,  inventare nuovi mondi, diventare uomini del futuro.

 

marilena badolato   foto del 10 settembre 2015  inaugurazione dell'anno scolastico con la  presentazione dei nuovi dolci: il" torcolo del Perugino" dedicato a Pietro Vannucci, nella versione classica e integrale e il "pandolce delle fonti", un pane dei pellegrini.

AUTHOR - Marilena Badolato

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