LA BEFANA
LA BEFANA, simbolo dell’anno vecchio e portatrice di doni, un buon auspicio per l’anno appena iniziato. In origine semplici dolcetti fatti in casa, frutta secca, fichi, noci,castagne, biscotti rustici. Il giocattolo arriverà molto più tardi tra il XIX e il XX secolo con la diffusione di quello artigianale: bambole di pezza, trottole, trenini, soldatini da infilare in quella calza che diventava occasione per rinnovare un capo di vestiario caldo che forse era necessario.
LA SUA immagine di anziana che vola su una scopa portando regali e carbone ha attraversato secoli di storia, intrecciandosi con riti pagani e cristiani, tradizioni popolari e simbologie. Un rituale, tra natura e ciclicità che trae origine da riti propiziatori legati al ciclo delle stagioni e al passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo. Nell’antichità, le dodici notti successive al solstizio d’inverno, il 21 dicembre nell’emisfero boreale, erano considerate un periodo magico, in cui si celebrava la morte della natura e la speranza di una rinascita primaverile. Durante queste notti si credeva che figure femminili, a cavallo di creature volanti, sorvolassero i campi per benedirli e garantire abbondanti raccolti nell’anno a venire. La stessa scopa, elemento distintivo della Befana, racchiude in sé un profondo significato simbolico.In alcune antiche culture la scopa era associata alla purificazione e alla pulizia rituale. Passare la scopa sui campi significava scacciare gli spiriti negativi e preparare il terreno per una nuova semina. Questo rituale si ritrova anche nei Saturnali, feste romane che si svolgevano in onore del dio protettore dell’agricoltura, dove si scambiavano doni e si bruciavano fantocci e tronchi di quercia: dal carbone prodotto si sarebbe potuta ottenere fortuna per l’anno successivo. Quindi il carbone della Befana non rappresenta una punizione, ma invece un augurio residuo di quel fuoco simbolo di rinascita. Con la cristianità la storia della Befana è strettamente legata a quella dei Re Magi, Baldassarre, Gaspare e Melchiorre, e ai doni che portarono a Gesù Bambino nella notte magica. E l’Epifania diventa la “ festa della luce” per quella cometa che doveva illuminare il cammino dei Magi e la coscienza degli uomini.
UNA FIGURA magica e affascinante di una magia discreta che parla di attesa, del saper spettare, di immaginazione. Quell’attesa che oggi sembra impossibile in questo mondo che corre, che vuole subito, che non sa più immaginare. Come un tempo che si attendeva, si immaginava, si sperava in un nuovo raccolto nell'anno che doveva arrivare. Questo è il segreto della Befana che porta con sé cavalcando i cieli della fantasia. Crescere è in fondo anche non smettere mai di aspettare.
marilena badolato




