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ANTONIO VERRI GENERALE, MATEMATICO, CHIMICO, GEOLOGO (1839- 1925)

ANTONIO VERRI, militare, arrivò al grado di Tenente Generale del Genio, siamo ai primi anni del’900, ma soprattutto uomo di grande cultura, e troppo spesso dimenticato. Dopo una laurea in matematica, conseguita giovanissimo, si appassionò alla geologia, alla quale dedicò moltissimi scritti, alla chimica, specializzandosi nello studio degli esplosivi e delle mine e alla idraulica, dove studiò il modo di migliorare la possibilità di rendere navigabile il Tevere.

 

 

NASCE UMBRO, a Città della Pieve di famiglia di origine lombarda. L’attitudine allo studio fu rilevata ben presto dai suoi insegnanti, ma la patria chiamava e a venti anni partì volontario per la Seconda Guerra d’Indipendenza, iniziando poi la carriera militare.

 

 

AUTORE DI OLTRE CENTO PUBBLICAZIONI, sia sotto forma di articoli che di libri che mostrano tutti una meticolosa osservazione dei fenomeni. Molti dei reperti raccolti durante questa sua carriera militare e scientifica, sono conservati in Umbria nel “Museo di Storia naturale e del Territorio” di Città della Pieve. Fu tra i soci fondatori del Bollettino della Società Geologica Italiana e presidente della stessa nel 1903. Fu anche socio della Accademia dei Lincei, dove pubblicò molti suoi lavori.

 

 

COME GEOLOGO si dedicò sia ad argomenti generali che specifici trattando alcuni areali, come gli Appunti per la geologia dell’Italia centrale dove spicca lo studio della Val di Chiana, del bacino del Tevere, delle conche di Rieti e di Terni e gli apparati vulcanici laziali. Altri interessanti studi furono dedicati ai bacini fluviali umbri. Suoi interventi anche sulle formazioni terziarie e quaternarie principalmente plioceniche, pleistoceniche e mioceniche dell’Umbria e dedicò studi anche alla vulcanologia e alla sismologia. Interessantissimi per la loro applicazione i contributi petrografici sui tufi lavici, sulle rocce calcaree e pozzolane. Come paleontologo contribuì alla raccolta di molti molluschi fossili della Valdichiana e dell’Umbria interna settentrionale dove elencò ben trecento generi / specie dividendoli per aree / località e per rarità o abbondanza. Studio così profondo e accurato che il geologo Carlo De Stefani gli dedicò un gasteropode pliocenico continentale: Melania Verrii, di cui il Verri stesso catalogò molti esemplari che mostravano aspetti diversi.

 

 

COME CHIMICO E IDRAULICO fu interessato, in particolar modo, all’idrografia antica e moderna della Val di Chiana, della valle del Tevere, delle conche reatine e ternane e di altri corsi d’acqua principalmente umbri, con contributi persino ingegneristici, come lo sfruttamento delle acque, condotte, trivellazioni e portate dei canali.

 

 

COME MILITARE compì accurati studi su esplosivi e mine. Questo lo portò a studiare le farine fossili dei giacimenti italiani del Monte Amiata e della zona laziale. Importante anche lo studio sulle “contromine”, utilizzato durante la Prima Guerra mondiale, che consisteva nello scavo di gallerie nelle rocce alpine.

 

 

UOMO RISERVATO che tanto ha dato allo studio degli aspetti naturali e geologici della nostra terra e assolutamente disinteressato al denaro, ritenendo quest’ultimo svilente della purezza della scienza. Un' arma corruttiva del sapere. (tratto da uno studio di: Adria Faraone, Romano e Laura Guerra); (da una conferenza tenuta a Palazzo della Corgna di Città della Pieve da Lucilla Biscarini, una discendente del Verri); (foto di Giovanna Farinelli).

 

 

 

 

 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato