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LE DOLOMITI, LA SOLENNE INQUIETUDINE DEGLI ORIZZONTI.

L’ODORE DEL BOSCO. Di muschio, di funghi, dei pini bagnati, degli animali che qui sono passati. E api che succhiano felici da cardi incontaminati e mucche che pascolano erba verde, fresca, bagnata. Odore  primordiale, persistente, di natura silente dove ne ascolti i profumi.

 

E CORTINA si riempie di date importanti: 2021 i Mondiali, 2026 le Olimpiadi. E il Corso che parla sempre di bellezza di una città di montagna che montagna non appare nel suo elegante shopping, nei suoi spritz innovativi dove al Prosecco, quello vero di Glera,  si  aggiunge magari lo sciroppo di Sambuco che altrove non c’è. Mentre un pianista regala musica lungo Corso Italia. Ma panorama di montagne tutte attorno, le meravigliose Dolomiti, da dieci anni riconosciute Patrimonio dell’Umanità. 

 

E IL FRANCESCHI, hotel di famiglia, storico e di vecchia data, ogni settimana regala ai suoi ospiti la Cena di gala, dove chitarra e fisarmonica o corni di montagna intonano, nel bel salone dell’albergo, motivi popolari  di note conosciute, con artisti eccelsi. E il menù non può che seguire l’andamento della serata e i cibi  della tradizione sposano ricette innovative di Chef montani, dove il profumo di boschi si trasforma in una esperienza  di palato e anima. Splendido il brasato, accompagnato da una bella colorata, profumata purea di zucca gialla e zenzero e da una nuvola rosa di cappuccio viola e mele. E voilà il gusto dolce-salato asburgico è immediatamente in bocca. Anche l’apertura era stata ampezzana con il tirtian, una sorta di raviolo fritto farcito. Ottimo anche il risotto alle capesante e zafferano e i ravioloni, ripassati con finferli e il delizioso burro di malga. Ma anche la polenta che accompagna la braciola di cervo con i suoi frutti di bosco  in una dolce composta  o gli gnocchi, splendidamente morbidi in questa terra di patate, ma conditi con pachino e mozzarella di bufala, dove Sorrento docet. E il profumo-sapore-gusto di latte e di fieno in quel cioccolato bianco fuso a dessert.  E il pane è la puccia, morbidezza assoluta, profumo intenso d’anice, un respiro che circonda la ricchezza dei piatti. Nel bicchiere? Solo l’imbarazzo della scelta chè questa è terra di vini, dove regnano sovrani Recioto e Amarone, i più famosi della “Valpolexèla”.

 

E SE ti sposti appena e sali verso qualche malga o maso verso i passi o le vette, dove l’aria diventa fresca e più tersa, magari trovi polenta, salsiccia, formaggio alla piastra e finferli e le patate all’ampezzana, semplici in bocca e riconoscibilissime con speck e cipolla sottile e lo yogurt, ovviamente vero, cosparso fino all’inverosimile di frutti di bosco, e la meravigliosa e quasi introvabile kaiserschmarren, frittata dolce di retaggio austro-ungarico, sposata alla marmellata di mirtilli rossi. E in mente tornano gli anni di montagna da bambina, antico amore per le vette mai sopito.

 

E A tramonto inoltrato, se il cielo sereno lo permette, le Dolomiti tinte di rosa abbandonano questo colore per acquistare quel chiarore lunare che lascerà il posto allo scuro della notte, che non riuscirà però a cancellarne la linea indossata e perenne. Una magia che rimane nella mente e nel cuore.

 

 

marilena badolato

 

 

 

 

AUTHOR - Marilena Badolato

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