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NUOVA MONTELUCE: INAUGURATA LA PIAZZA CECILIA COPPOLI- BADESSA del 1400

FORSE LUOGO SUGGESTIVO SOLO PER NOI PERUGINI, ma quella facciata di un ex convento, che al suo interno racchiudeva un luogo di sofferenza e cura, esercitava uno strano senso di appartenenza civica. Era l’ospedale di Perugia. In zona amena come vista e come luce, ne parla il nome, in realtà essendo fuori il perimetro murato, appariva come luogo strano e magicamente sospeso tra il dolore e la vivacità di un antico quartiere ricco di operosa vitalità. Quella peruginità casereccia, quella vera degli antichi mestieri, delle feste paesane, della porchetta in piazza, del ferragosto con le bancarelle, dei forni squisiti che sfornavano e lo fanno ancora torcoli e ciaramicole. Quasi come se con quel vitalismo si volesse lanciare un messaggio di positività anche a chi, dietro quelle mura, affrontava un percorso di cura e di sofferenza all’interno di cliniche sparse tra il verde che infondeva speranza. E tutto il quartiere ruotava attorno a questa presenza, viveva di essa. Ora la Nuova Monteluce sorge su quegli antichi spazi, mantenendo comunque alcuni fabbricati esistenti: la chiesa e il complesso dell’ex-convento di clausura del 1200, un padiglione ospedaliero e la piccola cappella dell’ospedale, la “Cappella degli Infermi “ che il nostro grande Dottori affrescò nel 1943 -che saranno tutti restaurati- e che affiancheranno il nuovo ampio mix funzionale, comprendente residenziale, commerciale, direzionale, ricettivo e servizi, oltre a parcheggi, piazze pedonali ed ampi spazi verdi che comprendono anche la conservazione dei lecci secolari, degli ulivi e del verde storico salvato dalle ruspe.

 

OGGI, 19 MARZO 2015, E’ STATA INAUGURATA e aperta al pubblico la prima Piazza, intitolata alla madre Badessa dello storico Monastero delle Clarisse, Cecilia Coppoli. Figlia di Francesco, nacque verso la metà del sec. XV da una delle più antiche e nobili famiglie di Perugia presente in epoca moderna anche a Roma e Firenze. Cecilia, al secolo Elena, fu poetessa, umanista e donna di grande cultura, che scelse la vita monastica cercando di riformare i monasteri di cui fu badessa a Perugia, Foligno e Urbino. Secondo la Vita narrata nella Cronaca del monastero di S. Lucia di Foligno, la madre, che era sterile, l’avrebbe avuta per le preghiere a S. Bernardino da Siena che aveva predicato a Perugia l’anno precedente. Comunque sia la cultura di Elena, la sua perizia nel greco e latino, i suoi scritti, stanno a testimoniare che “ la casa del Coppoli, prestigiosa e opulenta, situata nel “Colle Landone” nel centro aristocratico della “Terra vecchia” detto anche “ Rimbocco di Messer Francesco Coppoli”, era un cenacolo di letterati e artisti”.

UN NUOVO POLO URBANO E’ NATO, con questo progetto messo a punto da Julia Bolles e Peter Wilson, un frammento di città armoniosamente legato ai monumenti esistenti, al quartiere e alle aree verdi circostanti, creato anche come spazio per la vita di ogni giorno, vivo, colorato, ricco di relazioni, di vita sociale, con quella solidarietà mista al senso di identità che ci contraddistingue e come è sempre stato il quartiere di Monteluce, molto caro a noi perugini.

 

“Dopo il racconto di fra’ Giacomo Paris e le sue prodezze da fanciullo nel quartiere con la mamma che per rimproverarlo gli diceva farè la fin’ de Cinicchio e pu da grande finirè ‘n prigione, è stato il turno del saluto al vecchio ospedale di Rosanna Armellini, letta da Gianfranco Zampetti, con la nostalgia, sissignore è proprio lìa e del magone ‘nto lo stomico pei calcinacci che se vedon a vniggiùe di Ruggero Papini, decantato da Leandro Corbucci" (Accademia del Donca)

 

 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato

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