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RIFLESSI DI VERSI: I POETI IRLANDESI CI RACCONTANO. IMMAGINI D’IRLANDA IN UMBRIA

RIFLESSI DI VERSI. In un unico afflato lirico riflessi d’Irlanda e d’Italia in versi, riflessi intimi, o di luoghi con le loro suggestioni, quello che in Italia e in Irlanda colpisce e va al cuore. “La bellezza fa bene allo spirito- esordisce l’Ambasciatore d’Irlanda Bobby Mc Donagh, presente oggi qui nella suggestiva Torre dei Lambardi, a suggellare un patto d’amicizia anche con questa terra di Magione – e noi celebriamo qui oggi, il potere della poesia e della scrittura creativa. Nella poesia vi è l’utilizzo più elevato della lingua, le parole contano e si fondono come mai prima e come mai in futuro”. Perché la creatività è quel senso che va oltre la barriera visibile, scende nell’invisibile della comunicabilità e cerca comunque di  trasmettere pensieri, immagini e intuizioni attraverso parole liriche. Così il compito del traduttore è importantissimo, la conoscenza della sua lingua madre si mescola e si sovrappone a quella della lingua da tradurre e al pensiero dell’autore, al suo mondo. Che con quella parola vuole indicare, suggerire una cosa e una soltanto.

 

APRE JO SLADE, artista irlandese di Limerick, dove vive e lavora, covincitrice del Premio di poesia Michael Hartnett 2014 con la sua ultima raccolta di poesie The Painter’s House. In “Cortona”, la lirica nasce proprio in questa città, al mattino presto, meditando insieme alla sorella e grazie alla visione della Natura, sul senso di “perdita” . Sono pennellate rapide di colori-la poetessa è anche pittrice-, che infondono la caducità dell’esistenza, con il libro delle cose perdute aperto sul tavolo: […] This morning the doves won’t let up their calling. / Life of the immediate / urgent display of wings shoot across the garden. / Who says Joy and sits among them / old hand turning a page / the Book of Lost Things open on the table? Cortona: […]Stamani le colombe non attenueranno il richiamo. / Vita dell’immediato / urgente esibizione di raffica d’ali attraverso il giardino. / Chi dice Gioia e siede tra loro / vecchia mano che gira pagina / il Libro delle Cose Perdute aperto sul tavolo?. In “Cells” After the cell paintings by Fra Angelico in San Marco Museum Florence, le sensazioni provate davanti ai dipinti di Fra’ Angelico nelle “celle” del Museo di San Marco a Firenze, sono quasi una “dichiarazione d’amore”, di rapimento ed estasi davanti a questi capolavori . Dal Noli me tangere, della prima cella, alla Deposizione della seconda, all’Annunciazione della terza cella, fino alla Trasfigurazione, al Cristo deriso, delle sesta e settima cella, e ancora all’Incoronazione e fino alla decima, quella della Crocifissione. Cells. Cell 10. The Crucifixion: Where lines meet / blur or disappeared / or parts of / erase over years / a space brightens. / A Way opens ./ It is over , he said / and glimpsed the vastness. Celle. Decima cella. Crocifissione: Dove le linee si incontrano / si appannano o scompaiono / o in parte/ si cancellano negli anni / uno spazio si illumina / Una Via si apre / E’ finita lui disse / e intravvide la vastità. In “Abeyance “, “pittura e religiosità” si mescolano forse l’arte è una “sospensione” dalla vita, almeno nell’attimo della composizione artistica. Abeyance – St. Sulpice, Paris: Watch her./ Though the day moves through her / and her through it / her true state is suspended ./ Aspirant. Some days she sits / in a state of suspension for a long time. / This is different to waiting. / Waiting is the possibility of something. / The nature of abeyance is / that nothing resolves. She understands this […] Sospensione. San Sulpizio, Parigi: Osservala. / Sebbene il giorno muova attraverso di lei / e lei attraverso il giorno / il suo vero stato è sospeso / Aspirante. Certi giorni lei siede / in sospensione per molto tempo. / Questo è diverso dall’attendere. / Attendere è l’evenienza di qualcosa. / La natura della sospensione è / che nulla si risolve. Lei lo capisce. […]

 

MACDARA WOODS NASCE A DUBLINO, scrive poesie e canzoni , è membro del l’Aosdana, istituzione del Governo irlandese creata per coloro che hanno dato un importante contributo alle arti in Irlanda. Il poeta è solo a Siviglia un venerdì santo di 50 anni fa, senza un soldo, con accanto i suoi vecchi stivali e ricorda quel giorno. Oggi è tutto diverso, ha comprato un regalo al suo  nipotino ed è nel parco, al sole, a osservare la natura che lo circonda, e rivive quel ricordo: “ In spite of which” : […] Significance or bathos / it is all I have for the end of story: / A quiet Good Friday / in the blossoming park / And new- hatched Easter ducklings / Unaware of life or death. A dispetto di ciò: […] Significato o anticlimax / è tutto ciò che ho per chiudere la storia: / un silenzioso Venerdì Santo / nel parco in fioritura / e anatrini pasquali appena nati / all’oscuro del vivere e morire. La lirica “ We have given up on hills” è stata scritta prima di un necessario intervento chirurgico all’anca e il poeta, pensoso, crede di dover rinunciare a percorrere le amate colline: I have given up on hills / but I can walk forever on the flat / I thought and tried / although suspecting that / more things are settled / over chat / than I could manage / in a three day march. […]. Abbiamo rinunciato alle colline: Ho rinunciato alle colline / ma posso sempre camminare in piano / pensai e provai / pur sospettando che / si sistemano più cose / a chiacchiere / di quanto potrei io / in tre giorni di marcia. […] Segue “ Unfolding”, (for Pearse Hutchinson 1927- 2012), dedicata ad un amico e cantata ora dall’autore accompagnato dal violoncello di Andrea Rellini, una nostalgica ballata: The heron’s marvellous / unfolding / a surprising / practical effrontery / in the flat light / around the pond / this afternoon, / unfolding like a kite / and flying off. […]. Dispiegarsi, (a Pearse Hutchinson 1927- 2012): Il meraviglioso dispiegarsi / dell’airone / una sorprendente / pratica sfrontatezza/ nella luce piatta / attorno allo stagno / questo pomeriggio, / dispiegarsi come un aquilone / e volare via. […]

 

NELLE POESIE DEL GIOVANE MARCO VISCOMI, poeta calabrese di Chiaravalle Centrale laureatosi all’Università di Perugia, l’ interruzione del verso è voluta, cercata, è un dare spazio al lettore che può colmare gli spazi vuoti con la sua immaginazione, ispirazione, fantasia, ma anche quasi pausa nello scorrere del verso, per fermarsi un attimo e meditare. Così nascono immagini, quasi ermetiche in “Ricamo”, dove i vocaboli lirici richiamano gli attributi del mare: Lampeggia il mare / innanzi / l’altro riflesso / d’un / tramonto tirreno / il respinto richiamo, / che insieme / cuce mortali e celesti, / trapunta bruma, salsedine / e brina. Needlework: The sea flashes / before us / like the glare / of a / sunset over the sea / the rejected summons / that sews together / mortal and heavenly beings, / quilting together mist, salt / and frost. In “Cadenzare” , il picchio batte sulla corteccia dell’albero con piccolo colpi ritmici, senso di ritmo e continuità della natura: Espleta la funzione / l’impossibile / quell’imbalsamato picchio, di penetrare / mentre batte / il ramo di cera, troppo / spesso per i suoi artigli, / minuscolo / per casa. Marking time: The impossible fulfills / its function / that stuffed / woodpecker, for him to penetrate / while he taps / the waxwork branch, too / thick for his claws, / too tiny/ for home use. E in “Rimosso” il “clandestino “ è rimosso come la parte negativa di ognuno di noi, così come rimuoviamo la morte dalla vita non accettandola invece come fatto naturale: Un ricordo abbandonato alle porte / scorrevoli / dell’ultimo vagone / d’un treno in corsa, / come clandestino / gettato / col biglietto / tre volte / vidimato. Removed: A memory abandoned at the sliding / doors / of the last carriage / of a moving train / like an illegal immigrant / flung / with his ticket / stamped / three times over.

 

Si conclude la serata con le note di Andrea Rellini e il suo violoncello, questa sera solo, ma solitamente in compagnia di Vincenzo Buongiorno e la sua chitarra, da dieci anni in un affiatato duo, mentre la musica rimbalza lungo le pareti della antichissima Torre dei Lambardi di Magione, in origine luogo di avvistamento, oggi prestato alla bellezza, alla cultura di pace e di scambio tra nazioni, in nome del linguaggio più alto e più universale che esista: la poesia.

 

RIFLESSI DI VERSI Magione, Torre dei Lambardi

Incontro con i poeti Jo Slade, Macdara Woods, Marco Viscomi e i loro versi. Con gli autori le traduttrici Rita Castigli e Eiléan Ni Chuilleanàin. Ambientazione sonora di Andrea Rellini e il suo violoncello. Direzione artistica Fernando Trilli. Aurelio Stoppini fotografia d’arte, Giuseppe Rossi grafica e arti visive. In collaborazione con Cuisle Poetry Festival.

 

 

marilena badolato 26 settembre 2014

AUTHOR - Marilena Badolato

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