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PER SAN GIUSEPPE IL “FRITTELLA DAY”: 19 MARZO DI SEMPRE.

OGGI E’ IL FRITTELLA DAY. Rotondeggianti, basse o più alte, piatte o gonfie, oggi si preparano frittelle in tutto il paese. Di ingredienti, forma e gusto diversi. Servite al naturale o cosparse di zucchero o di cacao amaro, oppure con accanto miele o una fantastica confettura di mirtilli, con la crema pasticcera o con lo zabaione. Insomma tutto il paese frigge. In Umbria sono di riso e tali le preparano anche le innumerevoli pasticcerie del territorio. Ed è bene ricordare di usare in frittura l’olio di oliva, punto di fumo altissimo, resistente a lungo alle alte temperature.

 

SI FRIGGE IN CASA O IN  STRADA, in molte città esistono friggitorie che consacrano questa tradizione. A Perugia in una piccolo vicolo, traversa di via Fani, c’era un tempo una piccola friggitoria che individuavi a naso perché spargeva effluvi di baccalà fritto ogni martedì, giorno di mercato, e ogni venerdì, giorno di vigilia. Oggi una nuova friggitoria, nella centralissima piazza Matteotti, ricorda che, se vuoi, ogni giorno puoi farti un cartoccio di patate fritte bollenti.

 

LE ORIGINARIE FRICTILIA LATINE  ne hanno fatta di strada. Le troviamo anche nel libro De arte Coquinaria di Maestro Martino, metà del’400, che propone la sua versione delle frittelle. Una ricetta di frittelle, le fritole o fritoe, viene considerata la più antica ricetta di cucina veneziana, e quasi il piatto ufficiale della Serenissima. Venivano preparate dai fritoleri, una vera e propria corporazione composta da famiglie di lunga tradizione. Questi ultimi si posizionavano ai bordi delle strade e vendevano ai passanti queste deliziose leccornie fritte.

 

UN VINO CONSIGLIATO  con le nostre frittelle? Uno spumante da dessert con le bollicine che aiutano a sgrassare il palato oppure, come da noi in Umbria, rigorosamente un Vinsanto o un Passito. Che meraviglia! A bacca bianca un Calcaia Barberani di Orvieto, una muffa nobile dagli acini attaccati dalla botritys e dai mosti ricchi e profumati , o un Passito La Palazzola, vendemmi tardiva da uve muffate, profumo intenso , giallo paglierino cristallino, morbido in bocca. Oppure a bacca rossa la Vernaccia di Cannara, magari la biologica Di Filippo da uve cornetta e da terreno argilloso-calcareo o un Sagrantino di Montefalco, quello storico passito, quello che Plinio il Vecchio già citava, con il nome di itriola, come patrimonio vitivinicolo della zona descrivendo l’attuale Bevagna e la zona del Piceno : «Itriola Umbriae Mevanatique et Piceno agro peculiaris est» e anche Benozzo Gozzoli ritraeva nei suoi paesaggi vitati rappresentando gli sfondi rurali di Montefalco.

 

DIMENTICAVO. E’ anche l’onomastico di molti Giuseppe e Giuseppina, di moltissimi Pino e Pina, di altrettanti Beppe o Beppina a seconda se ci spostiamo da sud a nord della nostra penisola. E’ anche la festa dei papà, oggi un po’ in disuso, vista la grande confusione di ruoli genitoriali. Comunque festeggiamo lo stesso, concediamoci qualche frittella. Trasgrediamo con gusto. Oggi il gusto vince sulla salubrità.

 

AUGURI!

 

marilena badolato    foto: le mie frittelle di riso del 19 marzo di sempre

 

AUTHOR - Marilena Badolato

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