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TANTO DI CAPPELLETTO: LA GENIALE MOSTRA DI CINZIA VERNI. CHIESA-MUSEO DI SAN FRANCESCO A CORCIANO.

TANTO DI CAPPELLETTO, una mostra ironica, creativa, affascinante su “sua maestà” il cappelletto. Organizzata dall’artista Cinzia Verni nella bellissima cornice della Chiesa di San Francesco a Corciano, è dedicata a questo "monumento" della gastronomia  che, come altri rituali della tavola italiana, è collegato ai giorni di festa e quindi imperdibile, irrinunciabile. 

 

LA MOSTRA è variamente raccontata nella sua realtà goduriosa da immagini, video installazioni  e performance di artisti che interpretano l’ immaginario collettivo con ironia mista a rispettosa concupiscenza: tra una immaginaria tavola del natale di bancali cosparsi di piatti con le massime dell’artista Umberto Raponi sul “ cappelletto ridens” e pareti scintillanti di dorata posateria, zuppiere preziose regalate dalla storia e l’ incisione “la ballata del cappelletto” di Antonella Parlani, barattoli di luce trasparenti poggiati sull’ "altare" della conoscenza gastronomica"che racchiudono le ricette dei cappelletti con tutte le varianti familiari, mentre a lato della grande sala si fanno i cappelletti dal vivo, sfoglia e ripieno classico. Una ironica video installazione racconta di pesciolini che “nuotano nel brodo” e sulle teche in parete si mostrano preziosi serpenti-torciglioni del lago, ma anche bijoux con ciondoli a cappelletto o collane e bracciali gioiello con l’impronta dell’ulivo, foglie - frutti, la pianta testimonial della nostra regione. Musica dolce di flauto nell’aria accompagna la mostra dei geniali cappelli-cappelletto creati da Cinzia Verni con un “ripieno q.b”.

 

LE preziose zuppiere Maurizio Tittarelli Rubboli dal Museo di Gualdo Tadino;  Umberto Barlassina con i suoi serpenti-torciglioni del lago "Tiffany e Cartier”; i bijoux con ciondoli a cappelletto di Elisabetta GIovagnoni;  collane e bracciali microsculture-gioiello di Simona Rinciari; la video installazione  di Francesco Ragonese e Maki Kumiko; l’omaggio a Dalì di Elena Bolis Soldani Benzi; il cappello-ciotola di Simona Baldelli; il vestito di Valentina Rosati; le mani di Silvana Moretti e Ida Trotta alla sfoglia e ai cappelletti; la musica di Benedetta Bartoni  e presente con noi il bulldog francese-mascotte TITO.

 

 

Creatività, ironia, preziosità in una localizzazione da sogno per una mostra culturalmente fondante. Assolutamente da visitare

 

 

E SABATO 14 DICEMBRE alle ore 16.00 nella Sala del Consiglio Comunale la tavola rotonda “Dal cappello al cappelletto”. Non mancate.

 

 

“Non è detto che una modista sappia fare i cappelletti”. “La pasta era così sottile e debole che a fine cottura i cappelletti andarono tutti in stracciatella”. “Il Robot Bimby 3000 riuscì a confezionare in meno di un’ora ben 1800 cappelletti. Se non fosse per quel retrogusto di scheda elettronica sarebbero stati la fine del mondo” (da: Cappelletto ridens, di Umberto Raponi).

 

 

marilena badolato

 

 

 

 

AUTHOR - Marilena Badolato

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