TEMPO D’OLIO E DELLA SUA LUCE. L’OLIO NUOVO AL FRANTOIO BATTA.
RITORNA il grande rito collettivo della raccolta delle olive e il miracolo dell’olio nuovo. Un olio contemporaneo che racchiude cura, passione, ambiente, gusto, benessere, spiritualità. E una celebrazione di quella luce dell’olio, quell’oro-verde brillante appena sgorga dalla frangitura. “E la luce dell’ olio nuovo merita da sola un viaggio. Insieme all’ idea della spremuta ricca di salute (Paolo Morbidoni, Presidente della Strada dell’Olio Evo Dop Umbria). Buono salutare e bello grazie alla bellezza del territorio della nostra regione, dei suoi comuni e dei borghi e grazie anche al supporto di quella tecnologia che, insieme alla perizia umana, ci fa ottenere oggi l’olio più buono di sempre.
“NELLA piccola regione dell’ Umbria questo anno si sta preannunciando una tendenza inversa rispetto al resto d’Italia. Abbiamo circa 7 milioni e mezzo di ulivi disseminati su circa 27.000 ettari di oliveti e 220 frantoi attivi, e in questa stagione si prevede una produzione di olio quasi raddoppiata. Se nel 2025 la produzione si è attestata sui 30.0000 quintali, in questa stagione ne prevediamo circa 50.000. Paragono il frantoio a una sorta di strumento musicale: possiamo fare sia un olio da musica classica che un olio da musica jazz”.(Giulio Scatolini, Capo Panel-Umbria)
L’OLIO NUOVO AL FRANTOIO BATTA. Ritorna l’emozione dell’assaggio di questa spremuta d’olive che sgorga brillante. Di come una stagione riarsa abbia influito sull’aroma, sul gusto. Il frantoio in lavorazione diventa il cuore pulsante in questo lungo periodo. e quella beneamata fetta di pane caldo bruscato e cosparso d’olio rivelerà il profumo consueto, il gusto che sa di casa, fidelizzato da anni di consuetudine, qui al Frantoio Batta. E come sempre ecco Giovannino, l’agronomo, Giuseppe con la squadra di raccoglitori e Paolo addetto al magazzino, Fausto che aiuta e Francesco che sorveglia i macchinari del frantoio, e Gianni e Giuliana che accolgono sorridenti i visitatori e i clienti abituali che tornano in questo angolo di paradiso, citato persino da Cipriano Piccolpasso, siamo attorno al 1500, che individua questa zona particolarmente amena e rigogliosa.
IL RITO allora ritorna, il passato si mescola con l’oggi e dona serenità. Persino Guenda, la piccola new entry di casa Batta scodinzola felice di questo inconsueto via vai. E tutto sembra ritornare armoniosamente al suo posto: le reti, le cassette colme di frutti, i macchinari ultra moderni che donano la perfezione a questo oro giallo che condirà i nostri piatti, che rallegrerà il nostro inverno, che ci accompagnerò per tutto l’anno fino al nuovo miracolo della cura, della potatura, e dell’attesa che tutto vada bene. Le olive, piccole, grosse, verdi, nere, sapide, dolci, carnose, leggermente amare raccontano la straordinaria biodiversità agricola italiana Gli ulivi, queste creature antropomorfe con le radici ben fisse nella terra, con le braccia possenti cariche di frutti, con la chioma rivolta verso il cielo a cercare una nuova benedizione. Che anche quest’anno ci sarà.
marilena badolato










