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ADOLESCENTI E GIOVANI ADULTI TRA SOLITUDINE E NOIA. FATTORI DI RISCHIO PSICOSOCIALI.

NEL SALUTO del prof. Massimiliano Marianelli, Direttore del Dipartimento di Filosofia, Scienze sociali, umane e della formazione (FiSSUF) dell’ Università degli Studi di Perugia. che apre questo incontro organizzato dalla prof. Giovanna Farinelli, nell’ambito delle sue lezioni di Pedagogia generale e sociale, è stato posto l’accento sulla fragilità dei ragazzi d’oggi, pervasi da solitudine e noia, e sulla mancanza di importanti connessioni personali. E l’Università ha, tra i suoi scopi principali, e anzi nasce proprio come istituzione dal desiderio di relazionarsi con i vertici del sapere per trovare risposte. Mentre l’intervento del prof. Andrea Biscarini, Presidente del Corso di Studio in Scienze motorie e sportive, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, nel ringraziare la prof. Farinelli per il suo costante impegno nel “vivacizzare” con proposte interessanti le lezioni tenute agli studenti, ha messo in evidenza l’aspetto importante della attività fisica in ogni età della vita e soprattutto nella formazione adolescenziale.

 

 

LA PROF. FARINELLI presentando l’incontro odierno, nel ricordo sempre presente di Aldo Capitini, storico fondatore di questo Dipartimento nella seconda metà degli anni Sessanta, ha posto l’accento sulla importanza, nelle varie iniziative, della figura dello studente sempre “al centro” dei suoi interventi. E ha citato le numerose sollecitazioni che hanno portato all’incontro di oggi, tutte volte ad una prevenzione primaria o ”educazione di iniziativa”, come lei stessa ha sottolineato. A partire dal seminario multidisciplinare su “Il disagio giovanile tra attualità e prospettive di futuro sostenibile” del 3 maggio 2023: https://www.unipg.it/news/cultura?layout=scheda&idNews=3766. Ringraziamenti alla dott. Margherita Lazzeri, giovane specializzanda in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Firenze, che ha suggerito la parola “solitudine”, concetto chiave; al Procuratore Capo della Repubblica di Perugia, dott. Raffaele Cantone per la vicinanza e la considerazione dimostrate. E ancora al Direttore della Sede regionale RAI di Perugia, dott. Giovanni Parapini che ha previsto prossime iniziative su vari temi collegati all’adolescenza, ai giovani e alla solitudine. Con riferimento anche alla prolusione del prof. Alfonso Tortorella (Direttore della Struttura complessa di Psichiatria, Psicologia Clinica e Riabilitazione Psichiatrica, Direttore Scuola di Specializzazione in Psichiatria, Dipartimento di Medicina e Chirurgia di questo Ateneo) Interazione tra fattori biologici e ambiente nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, in occasione della seduta inaugurale dell’anno accademico 2023-2024 dell’Accademia Anatomico-Chirurgica di Perugia, 221° dalla sua fondazione, presieduta dal prof. Rosario Donato. E ancora con riferimento al Progetto Benvenuti Genitori del già vicesindaco del Comune di Perugia dott. Gianluca Tuteri, pediatra: https://perugiaeducare.it/benvenuti-genitori/. E ricordando il Congresso Scientifico su “Alimentazione e Prevenzione Oncologica”, promosso dalla prof. Anna Villarini (Biologo-Nutrizionista, Dipartimento di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Perugia) del 25 gennaio 2024: https://www.unipg.it/news/ricerca?layout=scheda&idNews=3989





A SEGUIRE l’importante intervento del Capo Nucleo Psicologia di Perugia, Tenente Sonia Sarti, delegata dal Generale di Brigata Luca Corbellotti Comandante della Legione Carabinieri “Umbria”, che ha posto l’accento sulla importanza del tema trattato, che “sta molto a cuore alla stessa Arma”, poiché la salute mentale è tema sociale, tema di tutti. Spesso i carabinieri lavorano tanto sulla prevenzione e poi sul trattamento, malgrado la difficoltà a parlarne con le famiglie che non accettano il disagio psicologico dei propri figli, considerandone solo il benessere o malessere fisico.



 

LA PROF. GIULIA MENCULINI (Sezione di Psichiatria, Psicologia Clinica e Riabilitazione Psichiatrica, Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia e Dirigente Medico, Ambulatorio per l'inquadramento delle manifestazioni psicopatologiche in età adolescenziale e giovane adulta), ha messo in evidenza la sua attività clinica specialistica in particolare nei giovani tra i 14 e i 25 anni. Tante le problematiche che partono tutte da storie pregresse, iniziate anche molti anni prima. Mettendo in risalto la salute mentale anche come status sociale e gli eventuali disturbi psichiatrici che possono derivarne. Se questa viene a mancare soprattutto tra i 10 e i 19 anni, considerati l’età più vulnerabile, sono tanti i disturbi che ne fanno parte in un quadro complesso: disturbi depressivi o ansiogeni, disturbi alimentari e del sonno fino a comportamenti più gravi legati alla estrema irritabilità, al desiderio di isolamento assoluto, all’alterazione dell’umore, a una bassa autostima e un pensiero pessimistico con il rischio di manifestazioni psicotiche estreme di autopunizione verso se stessi o verso gli altri. E il loro manifestarsi in età giovanile li rende diversi da quelli dell’età adulta, poiché spesso così piccoli da essere pericolosamente sottovalutati o addirittura non riconosciuti. Importante invece la loro immediata individuazione e approccio sistemico con il giusto supporto, che necessita quindi di una cultura preventiva al problema che consideri anche la maggiore vulnerabilità dei soggetti. La sintomatologia più frequente viene dalle parole degli stessi ragazzi, da quello che raccontano, le loro sensazioni diventate pervasive. E’ anche importante creare una maggiore permeabilità per gli incontri tra i pari, fondamentali in questo periodo della adolescenza, sia una maggiore osservazione della sensibilità mostrata verso i social, valutando sempre i fattori di rischio e quelli invece protettivi, cioè i negativi e i positivi.

 

 

LO STILE DI VITA, soprattutto l’attività fisica, uno sport che appassiona, la palestra che aiuta a lavorare sul proprio benessere, anche le semplici camminate all’aria aperta e confrontarsi con un professionista per conoscersi meglio, diventano fondamentali per non cadere nel rischio di problematiche anche fisiche che porta con sé la sintomatologia depressiva: malnutrizione, malattie respiratorie, rischi cardiovascolari, malattie oncologiche che si instaurano per l’abbassamento delle difese immunitarie. A questi fattori possono aggiungersi problemi familiari, sociali, cambiamenti personali di vita, abuso di sostanze come fumo, alcol, pericolosissimi a questa età. E ancora cambiamenti geopolitici, le pandemie, le guerre vissute come pericolo incombente e anche il cambiamento climatico che è ogni giorno sotto i nostro occhi, un “lutto ecologico”. E soprattutto l’uso di cannabinoidi, che troviamo oggi già in età adolescenziale, dovuti anche ai sentimenti di solitudine e noia. Noia estrema poiché abbiamo tanti, troppi stimoli e tutto alla fine sembra già visto, già fatto, già conosciuto. Anche i contatti personali ormai ci annoiano, e ne deriva una continua ricerca di relazioni non stabili che rinnovino la sorpresa, la stimolazione sensoriale. Ecco allora la solitudine, la perenne ricerca e la conseguente depressione come disconnessione sociale. Una sorta di rinuncia che cerca compenso in forme digitali e purtroppo senza soluzione, perché non troviamo strategie adatte. Si generano allora comportamenti esplosivi come rabbia, collera incontrollata, bullismo feroce.

 

 

IL DOTT. FILIPPO DE GIORGI, (Dirigente Medico, Ambulatorio per l'inquadramento delle manifestazioni psicopatologiche in età adolescenziale e giovane adulta dell’Azienda Ospedaliera di Perugia), ha posto l’accento sull’ importanza di un percorso medico che aiuti a valutare lo stato di salute fisico e mentale. Da circa 3 anni è stato definito un percorso ambulatoriale per affrontare necessità psichiatriche adolescenziali, prima che queste diventino un mondo complesso. A definire patologie iniziali potrebbero essere d’aiuto gli ambienti familiare, scolastico e soprattutto della medicina del territorio. Un percorso valutativo che dura almeno 5 o 6 incontri con i minori, accompagnati dai genitori, che porta i ragazzi a parlare delle loro paure, cercando di individuare stati mentali a rischio e fare così prevenzione con lo scopo di non arrivare a una cronicizzazione del problema. Nel post pandemia, ad esempio, si è notata una peculiarità diversa nella espressione, una grande difficoltà a riconoscere la propria ansia e addirittura la mancanza di parole per esplicitarla. Si è cercato allora di arrivare ad un intervento di restituzione. E questi incontri comunque rappresentano un elemento rasserenante, perché portano finalmente e compiutamente alla comprensione del problema.




TRA gli interventi della mattinata, nell’Aula Magna "Paolo Larizza" del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia, quelli degli studenti Beatrice, Luca e Canio, della prof. Aurora Vecchini e della sottoscritta sul tema del disagio alimentare.

 

 

UN TEMA IMPORTANTISSIMO, ha chiuso la prof. Farinelli, che tocca più dimensioni, quella fisica, psicologica, quella educazionale e della sicurezza sociale. E volge la sua attenzione all’essere umano in generale e al suo disagio giovanile focalizzato soprattutto sulla solitudine e sulla noia che ne deriva. Un incontro che ha cercato di catalizzare un qualcosa che ancora mancava, per superare o comunque analizzare in compiutezza una problematica attuale.



 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato