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GARDEN CLUB-PERUGIA: INCONTRO CON GOTTARDO BONACINI, IL “GIARDINIERE GOLOSO”.

PROTAGONISTA il verde, soprattutto quello “goloso” di ortaggi, frutti e aromantiche, con le loro caratteristiche e la stagionalità. Cioè quando danno i meglio di sé. E “il giardiniere goloso” è Gottardo Bonacini, architetto di giardini e appassionato gourmet che vive tra la laguna veneta e la campagna reggiana ed è vice presidente del Wigwam Club Giardini Storici di Venezia. E “Il giardiniere goloso” è anche il suo libro scritto in collaborazione con Cristina Bay che, da appassionata vegetariana, ha curato le ricette verdi. Presentato oggi alle socie del Garden Club di Perugia e ai numerosi presenti, qui nelle sale dell’Hotel Plaza,  con consigli e ricette sulle erbe e gli ortaggi che vale la pena di coltivare in terrazzo o nell'orto. Dalle semplici zucche e zucchine fino all’intrigante rabarbaro perenne e bellissimo. Il giardiniere goloso, ovvero dall'orto alla tavola senza passare dal supermercato, si legge in bandella. Quindi piantare, coltivare, vedere crescere quello che poi gusteremo nel piatto.

 

E SI APRE con Venezia e i suoi giardini e orti segreti. Sono circa 100 i giardini veneziani ed hanno origini diverse: quelli degli antichi conventi, quelli che appartenevano alle dimore nobiliari o quelli per uso agricolo, ognuno con una propria peculiarità. Dei francobolli verdi nella laguna di una città che è acqua e pietre, e verde strappato al mare. Tra essi l’antico Giardino delle vergini, all’Arsenale nel Sestiere di Castello, un convento benedettino distrutto alla fine dell’Ottocento il quale, prima degli interventi di recupero attuati dalla Biennale, versava in uno stato di totale abbandono. Oggi, dopo un impegnativo intervento di bonifica, il giardino non solo è diventato un suggestivo spazio verde, ma anche luogo di ispirazione per artisti e architetti partecipanti alle esposizioni, che qui hanno creato installazioni paesaggistiche: 2008: Gustafson Porter LTD and Gustafson Guthrie Nichol LTD “Towards Paradise Garden”; 2009: Lara Favaretto “Monumentary Monument (Swamp)”; 2010: Piet Oudolf “Giardino delle Vergini”. Il “Towards Paradise Garden- Verso il Giardino del Paradiso", voleva essere un orto-giardino -terapia, una allegoria della vita umana, luogo per incontrarsi e scambiare conoscenze ed esplorare i bisogni che ci aiutano a coltivare lo spirito. Un’ampia area verde, di circa 14.000 metri quadri, circondata dalle alte mura dell’Arsenale e con “un sentiero di dilemmi terreni fatto di ghiaia bianca, passando dalla morte alla vita e procedendo verso il paradiso”. Mentre Sant’Erasmo è da sempre l’orto di Venezia per eccellenza, dove sin dal medioevo venivano coltivate la maggior parte delle verdure consumate in città, che già nel ‘500 veniva descritta da Francesco Sansovino come straordinariamente ricca di orti e vigneti grazie alla sua eccezionale fertilità. Qui sono prodotte alcune delle primizie veneziane più famose come le celebri “castraure” o carciofi di Sant’Erasmo, di un caratteristico colore viola, che amano il clima salmastro. Vengono utilizzati anche quando ormai spinosi hanno rimasto  solo il fondo, cucinato con limone, aglio, prezzemolo.  Negli orti di Venezia, dove l’allineamento si chiama combine, trovi anche la zucca “marina di Chioggia”, bella e bollosa,  o il  “fagiolo turchesco” che le dame veneziane coltivavano nei davanzali delle finestre per poter guardare fuori senza essere viste, nascoste dalle foglie e ramificazioni.

 

GIARDINI URBANI E ORTI GOURMET, luoghi dove far crescere anche piante ad uso commestibile, divennero una vera moda nella Venezia del ‘500. Questa città di marmi affascinanti, era un tempo verde, coperta di erba e giardini. E ancora oggi le piazze veneziane si chiamanocampi” e vi sono da tempi remotissimi anche le calli “salizade, le vie selciate. Così Venezia è sempre stata fin dai primordi, autosufficiente per quanto riguardava la coltivazione di frutta, ortaggi ed erbe aromatiche, una attività che ai tempi di maggior splendore della Serenissima Repubblica di Venezia divenne un vero e proprio fenomeno oggetto di studi, pubblicazioni e investimenti.

 

E ANCORA Bonacini parla di una storica magione inglese, nel Sussex, dove la passione per il rabarbaro, con cui si fanno confetture e canditi, è testimoniata da antichi e curiosi manicotti in terracotta con coperchio, utilizzati sia per forzare che per far allungare i piccioli della pianta, le cui virtù terapeutiche- digestive, depurative- erano conosciute sin dall’antichità. O lo spettacolare “castello verde” di Villandry dove, nella disposizione a labirinto, è manifesta l’influenza italiana del giardino. Costruito nel 1536 dal ministro di re Francesco I di Francia, Jean Le Breton, è costituito da 6 ettari di terreno con 1260 tigli, centinaia di pergolati di uva e 52 km di file di piante e fiori. I grandi tigli circondano, a chiostro, il giardino dell’acqua. E l’orto decorativo, che forma un disegno ricamato, si compone di nove quadrati di uguali dimensioni, ma con motivi geometrici tutti diversi. Qui, la “zucca dorata” allineata con le tante sorelle, offre una visione d’insieme, perfetta, fiabesca… forse è proprio quella di Cenerentola. E peperoni con accanto gli eduli nasturzi e girasoli e il mais a proteggere con la loro altezza le coltivazioni sottostanti e ancora il fagiolo del papa, macchiato di bianco e con una buccia molto delicata. Ma in questa interessante serata anche l’Emilia viene fuori, terra natia di Gottardo Bonacini, con le sue gustose ricette, e Reggio Emilia con i suoi cappelletti, insieme a Parma e Piacenza, e Ferrara con i suoi cappellacci, caplaz era il cappello contadino,  ripieni di zucca e profumati di noce moscata.

E in sala sono esposti il vestito intrigante con collana di olive verdi della stilista Cinzia Verni e la bella composizione della maestra SIAF Franca Di Lorenzo, entrambi ispirati al genio del pittore italiano cinquecentesco Giuseppe Arcimboldo.

 

NE “ Il giardiniere goloso” si possono trovare consigli preziosi su come piantare un piccolo o un grande orto,  ma anche notizie sulla essiccazione, congelazione, conservazione in barattolo dei prodotti orto-giardino. Completo ed esaustivo è l’elenco delle aromatiche: dal regale sacro basilico al cerfoglio, fragile e delicato, al dragoncello elegante sativo, alla maggiorana indispensabile in Liguria, alla menta di Pancalieri, la rughetta umile con grinta, la salvifica salvia, la santoreggia per i fagioli, il principesco timo, e l’aglio “ che ci scoprono subito”. E ancora la borragine che allontana la malinconia, il cetriolo dell’ora del tè, e fagioli e fave proteine dei contadini, ma anche melanzane, la mela insana, e i peperoni di tutti i colori, e il re pomodoro, il gustoso porro, il sedano bianco e nero, la zucca allegra e generosa, la zucchina trombetta di Albenga, il misterioso rabarbaro. E tra fragole, melagrane e il prezioso fico dottato, e il melone riccioluto e la susina regina claudia e tanti, tanti altri. Tutti descritti nelle loro caratteristiche e con numerose e gustose ricette.

 

 

                                                                                 Cristina Bay   Gottardo Bonacini

                                                                                  IL GIARDINIERE GOLOSO

                                                   Le erbe e gli ortaggi che val la pena di coltivare in casa o nell’orto

                                                                                        CONSIGLI E RICETTE

 

                                                                                           Ponte Alle Grazie

 

 

marilena badolato

 

 

AUTHOR - Marilena Badolato