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IL MORLACCHI RESTAURATO. “TEATRO SEMPRE APERTO”, 14-15 OTTOBRE 2022.

CURIOSITA' intorno al teatro perugino Morlacchi raccontate, o meglio interpretate, dagli attori Carlo Dalla Costa, Caterina Fiocchetti e Francesca Caprai,  in "Teatro Sempre Aperto", una due giorni 14 e 15 ottobre, per festeggiarne l'avvenuto restauro grazie all'imprenditore Brunello Cucinelli e al Comune di Perugia che è ricorso allo strumento dell'Art Bonus.
 
 
NEL'700 l'attività teatrale era nei palazzi signorili ed a Perugia esisteva solo il teatro del Pavone edificato dai nobili. L'esigenza di un teatro della borghesia, comprensivo di loggione aperto anche alle classi sociali meno abbienti, viene a 90 famiglie perugine che costituiscono nel 1781 la "Società per l'edificazione di un nuovo teatro", investendo una somma di denaro considerevole per quei tempi e creando, utilizzando un antico convento,  il "Teatro Civico del Verzaro", dal nome del luogo. La vecchia aristocrazia erede delle storiche famiglie è ormai in declino e la nuova borghesia imprenditoriale del commercio, delle professioni, dell'impresa, dell'intellettualità, avrebbe poi dato un contributo sostanziale agli ideali risorgimentali. Solo più tardi nel 1874 il teatro prenderà il nome dell'illustre compositore musicista perugino Francesco Morlacchi. Negli anni ristrutturato con i necessari ampliamenti come l'ampio foyer odierno che in realtà all'inizio era piuttosto ristretto, e coincideva con il cortile interno del convento. In alto nell'ingresso, in parete, un Grifo rampante allora come oggi a significare l'animo fiero dei perugini e l'appartenenza della nuova borghesia al tessuto cittadino.
 
 
GLI SPETTACOLI a quei tempi duravano anche dieci ore e il teatro diventava luogo di incontri culturali, sociali, politici e negli intervalli si usciva dai palchetti e si andava  nel foyer del III° ordine. Qui vi era una sala con un balconcino da dove si ascoltava, tra salottini, musica di intrattenimento e dove oggi sono posizionate alcune teche con marionette della famosa famiglia Guardabassi di marionettisti perugini che rappresentano diverse scene, favole classiche, scenari orientali, marionette delle maschere della Commedia dell'Arte, Pantalone, Arlecchino e anche quella perugina del Bartoccio con la sua famiglia. La collezione, donata dall’artista perugina Anna Maria Guardabassi (1902- 2000), è una testimonianza del ritorno alla tradizione delle marionette da salotto a Perugia. Sono 71 pezzi ispirati al ‘700 veneziano, allestiti con le scenografie dipinte dall’artista stessa.

 
NEI PALCHI dove appare la platea chiaramente a forma di ferro di cavallo, l'acustica era fondamentale e ancora oggi straordinaria. Volgendo lo sguardo in alto al soffitto originale del tempo, è visibile lo splendido lampadario di vetro di Murano, un tempo funzionante a petrolio, e che oggi, proprio per la sua fragilità, può rimanere acceso al massimo per quattro minuti. Un congegno carrucolare ne permette la manutenzione. Altro elemento da osservare è l'orologio che voleva indicare anche il trascorrere del tempo investito in cultura, qualcosa di grande e nobile.

 
IL SIPARIO del 1874, opera del figurista Mariano Piervittori, racconta “Il ritorno di Biordo Michelotti capo dei Raspanti (borghesi) in Perugia nel 1398”, rapportandolo alla liberazione e alla raggiunta Unità d'Italia del 1861 e si respira ancora, osservando la tela, quel sentimento di una guerra terminata da poco tempo. Il teatro viene inaugurato con la rappresentazione dell' Aida di Verdi. Durante la prima e la seconda guerra mondiale cadrà un velo nero sui teatri italiani e il Morlacchi verrà chiuso.  Finita la guerra il teatro, seriamente danneggiato, fu ceduto al Comune che finanziò i lavori di restauro. ]Nel 1954 si apre la nuova stagione con il Falstaff e con il Pinocchio dedicato ai bambini. Negli anni '80 un gruppo di giovani gestirà il teatro con le loro proposte. Negli anni '90 sarà il TSU ad assumere questo ruolo con produzioni a livello nazionale e gestendo altri 25 teatri sparsi in bellissime città e borghi umbri. L' ultima ristrutturazione parte nel 2018 e procede senza interrompere mai la programmazione. Riprendono i lavori, nel dopo Covid, con rifacimenti importanti dei camerini e la creazione di un servizio di lavanderia per le troupe di attori, i servizi igienici per il pubblico, il pavimento e le sedute dei palchi, la platea con una nuova pavimentazione e una nuova suddivisione che permette l'acquisizione di un numero maggiore di poltrone che, grazie anche ad una leggera riduzione del palcoscenico, raggiungono il numero di duecento, e una nuova illuminazione. Restaurate anche tutta la facciata principale e l'insegna, che pur mantengono l'aspetto originario e sistemata la parte esterna al teatro con l'aumento dello spazio pedonale grazie alla creazione di marciapedi molto più ampi. 
 
 
NEL SALUTARCI, dopo questa interessante ora trascorsa nella bellezza del Morlacchi, l'augurio finale degli attori rivolto ai presenti è di perseguire i propri sogni e non avere paura di commettere errori: "che quest'anno facciate cose nuove...il nostro augurio per l' anno è che qualunque cosa abbiate anche paura di fare, fatela.... Così il prossimo anno e per sempre".
Grazie.
 

 
 
marilena badolato
 

AUTHOR - Marilena Badolato