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NON HO L’ETA’: ” ANZIANI IN EUROPA, ESPERIENZE A CONFRONTO”. CONVEGNO ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE FONTENUOVO ONLUS.

IL TASSO DI  CRESCITA DELL’ETA’ ANZIANA  è in progress, diventeremo più anziani di ogni altra generazione prima di noi e avremo così maggiore bisogno di cure e assistenza. Nei prossimi anni raddoppierà il numero degli ultra sessantacinquenni e si creeranno maggiori  problemi familiari. L’Italia ha una aspettativa di vita attorno agli 85 anni e circa un milione di italiani anziani soffre di demenza senile. L’Alzheimer è la forma  più diffusa e porta con sé il coinvolgimento  nell’assistenza ai congiunti non autosufficienti di 3 milioni di familiari. Sofisticati software applicati alle comuni indagini radiologiche potrebbero  svelare  “campanelli d’allarme”  importanti, cioè le prime alterazioni del  trono encefalico.  I farmaci poi servono per alleviare i primi bisogni, ma essenziale è accompagnare il malato e i familiari attraverso  un percorso che all’inizio appare da subito difficile e che è certamente lungo.

 

Tra i moltissimi interventi del Convegno,  quelli delle città gemellate con Perugia.

 

IN  ALCUNI PAESI, secondo l’intervento di  ANTJE SACHS della cittadina  tedesca di POSTDAM- ex Germania dell’est, manca ancora uno scenario politico adeguato  che spieghi come coprire queste iniziali necessità se non con piani assicurativi personali che possano finanziare almeno in parte una assistenza a lungo termine, o una  assistenza infermieristica domiciliare o una assistenza su base volontaristica. La tendenza generale è comunque quella di spingere l’anziano a rimanere a casa propria il maggior tempo possibile, perché il ricovero presso case di riposo per anziani è molto costoso. Un progetto intrapreso viene  da una cittadina piccola vicino a Postdam, quasi un quartiere dove tutti si conoscono. Il progetto è volto a mettere in contatto  gli anziani con  istituzioni che possano occuparsi di loro con l’ obiettivo di  informare e renderli attivi nel cercare un aiuto supplementare all’interno della comunità. 15 volontari coinvolti per la durata di due anni, devono individuare le necessità di questo campione di 300 persone: solitudine, problemi fisici, assistenza psicologica. Senza contare che nel territorio tedesco vi è una  alta percentuale di migranti che stanno invecchiando  e che hanno diversi usi e abitudini. Un progetto  nato a  Francoforte e rivolto a 600.000 migranti italiani, prevede il coinvolgimento di persone culturalmente omogenee, volontari che parlino la stessa lingua e abbiano la stessa cultura, per comprendere meglio le diverse necessità .

GILLES DUBROCA, dell’Associazione Francais d’Ombrie,  riporta l’esperienza francese di AIX EN PROVENCE. La Francia porta avanti da tempo politiche specifiche dedicate  agli anziani e vi e una nuova legge, del gennaio 2016, che apre una riflessione concreta sul problema dell’invecchiamento, inserito fra le politiche sociali nazionali. La popolazione sta invecchiando progressivamente e numerosi sono gli ultracentenari. La legge prevede aiuti professionali e familiari, puntando molto sul sostegno a domicilio, proprio per ridurre i costi, anche utilizzando sistemi digitali moderni come domotica, televideo, etc.  Il fine è il miglioramento delle condizioni degli anziani, l’ aiuto agli assistenti con il “diritto alla tregua”, un sussidio versato agli anziani che rimangono a domicilio, e  l’incremento del numero di ore di aiuto a domicilio. L’ aiuto in denaro viene valutato a seconda del reddito, ma sono previsti comunque tutti i  presidi necessari, dal letto alla sedia etc., e anche le coperture finanziarie per lavori di adeguamento edilizio. In casa di riposo viene pagata in parte o tutta la retta. L’aiuto ai familiari o alla persona di fiducia prevede  il diritto alla tregua. La figura non professionale che presta aiuto alla persona non autosufficiente- il coniuge o un partner,  un parente o altro- può richiedere un congedo lavorativo, non superiore alle 48 ore, anche senza lungo preavviso e un congedo massimo di tre mesi in un anno. Si può anche richiedere una pausa di sette giorni, e in tutti questi casi il familiare verrà ospitato in una struttura adeguata. Oppure non utilizzando il  ricovero, si può usufruire di un bonus di 500 euro per pagare una eventuale sostituzione.  Molto importante è la garanzia riconosciuta dei diritti delle persone non autosufficienti che prevede la creazione di una persona di fiducia che controlli il ricovero dell’anziano nella Casa di  riposo e all’ ingresso si sinceri del  necessario suo consenso, e che controlli la gestione delle sue finanze. E’ stata creata poi la “Giornata della Solidarietà”: un giorno non pagato viene versato su una cassa comune da utilizzare per questi  scopi: nel 2016 sono entrati in questo modo 700 milioni di euro. Ad Aix en Provence molte persone anziane vivono ancora in casa propria. Vi e un ufficio di solidarietà incaricato di tre azioni principali: creare momenti di piacere e socializzazione due volte al mese, con un piccolo contributo;  promuovere incontri almeno tre volte la settimana anche per monitorare le presenze o le mancanze degli anziani; organizzare conviviali  per circa 3600 persone a gruppi di seicento ogni volta.  E piccoli ma importanti interventi come il sostegno regolare a domicilio, che prevede anche la consegna, al bisogno, di pasti caldi. La teleassistenza tramite braccialetto o collana, piccoli lavori a domicilio su richiesta, sevizi di assistenza per impegni quotidiani, un team specializzato Alzheimer, cure infermieristiche a domicilio, la carta per il trasporto su autobus, un accesso gratuito a biblioteche, musei, cinema, corsi di attività sportive come acquagym, yoga o altro. La “settimana blu” dedicata agli anziani che prevede incontri e uscite insieme ai giovani e corsi di computer ed informatica,  giornali e quotidiani e persino un sito dedicati.

 

SE L’ ALZHEIMER è “ un guasto ai semafori della felicità”, come titolava tempo fa un quotidiano nazionale e come sembra da recenti studi  che hanno individuato la malattia collegata ai centri encefalici dell’umore, allora mettiamoci tutti alla sua ricerca. Anche se mancano le forme essenziali e indivisibili dei parametri di benessere, sociale, economico e ambientale, che determinano la felicità globale lorda. Nell’attimo fuggente, nella sensazione euforica di un momento, nelle grandi ma anche nelle piccole cose, creiamoci la  nostra felicità. Qualunque sia per ognuno di noi la felicità, la corsa alla sua ricerca ci donerà sempre  l’avventura di una vita ricca di senso, di slancio, di mete. Perché quando si perde questa fame di  felicità, cade il desiderio e sembra si instauri la malattia. Un deficit di buonumore, un calo di allegria, di quella vitalità che è vita.

 

[…]” Sul tardi/ l’aria si affina ed i passi si fanno/ leggeri./ Oggi è meglio  di ieri, /se non è ancora la felicità”. Scrive il grande Umberto  Saba confortandoci sulla vecchiezza.

 

 

marilena badolato

AUTHOR - Marilena Badolato

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