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PER “BAGLIORI D’AUTORE 2015” GIORGIO ALBERTAZZI RISPLENDE DI LUCE PROPRIA

ALBERTAZZI 002GIORGIO ALBERTAZZI RSPLENDE DI LUCE PROPRIA qui nell’Aula Magna della Università per stranieri di Perugia, in apertura alla rassegna 2015 di Bagliori d’autore che ha per tema Shakespeare e le opere del grande drammaturgo inglese. Interprete shakespiriano in ben 16 opere teatrali, narciso, ironico, inquieto , perennemente in progress. Affascinante protagonista, stella del firmamento di teatro, cinema e persino televisione. E’ infatti del 1960 Delitto e Castigo trasmesso in una tv che muoveva i primi passi e registrato negli studi di Milano – a Roma ancora non vi erano studi televisivi, racconta- e che fu un successo inimmaginabile per l’epoca. Seguirà l’Idiota sempre di Dostoevskij, sempre con una sua sceneggiatura e di nuovo un grande successo.

 

ATTORE, REGISTA, SCENEGGIATORE, riduttore di romanzi per la televisione. Artista è forse la parola che meglio lo definisce, perché “Arte è creare qualcosa di nuovo, fare qualcosa che prima non esisteva utilizzando materiale di sempre, materiale noto”. Si mescolano, ai ricordi, volti di amici e artisti- Zeffirelli, Girotti, Anna Maria Guarnieri, Anna Proclemer-in una vita vissuta forse come teatro e comunque ad esso intimamente legata.

 

NEL MERCANTE DI VENEZIA Albertazzi è Shylock, e lo è in ogni fibra del suo corpo, dove la critica scrive “il divo Giorgio non ha bisogno di agitarsi o declamare poiché già il solo mostrarsi sul palco scatena applausi a scena aperta, ma è poi nella sua naturalezza e sottile ironia, nella recitazione e nella gestualità, estremamente pacata, che si rivela il grande attore che non ha bisogno di strafare”. E ancora ne Il sogno di una notte di mezza estate sarà Puck, lo spirito dei boschi, il folletto della gioia di vivere, quella spensierata intelligenza che ancor oggi sprizza dagli occhi vividi dell’attore. E ancora reciterà in Romeo e Giulietta e in Antonio e Cleopatra dove la regina è il personaggio femminile forse più ammirato da Albertazzi per il suo fascino profumato d’Oriente, per l’intelligenza, così innamorata e fragile in fondo.

 

AMLETO E’ IL PERSONAGGIO PIU’ AMATO TRA GLI ALTRI, un re che perde il regno o si appresta a perderlo, e rappresenta un momento molto importante per la sua carriera. L’Amleto del 1964 messo in scena all’Old Vic di Londra nel quadricentenario della nascita di Shakespeare, recitato all’interno di quella buca del palcoscenico voluta da Zeffirelli che nel monologo dell’Essere o non essere doveva rappresentare il ventre della terra, la primordialità, l’intima sofferenza di un re-uomo, è un vero successo di pubblico e critica. Un critico teatrale scrisse definendola: “ Una delle più grandi performance dei nostri giorni. Vale veramente la pena rimanere all’addiaccio e saltare il pranzo pur di non perdere questo spettacolo, recatevi a teatro per vederlo…” Ed eccolo, per magia, ora a noi riproposto. Albertazzi in piedi che affascina con la sua voce dai toni caldi e riporta il pensiero doloroso del re, alla grande sala gremita. E’ Amleto che parla: “E’ più dignitoso sopportare il peso e gli sberleffi dalla mala sorte oppure prendere le armi contro questo mare di infelicità e, contrastandoli, porre loro fine? Morire, dormire, sognare forse. E in quel dormire quietare il dolore del cuore e le infinite ansie di cui è schiava la carne…” E’ quell’ “essere o non essere” rimasto a imperitura memoria ancora oggi.

 

“IL TEATRO- continua Albertazzi- è una presenza viva, è un atto corporeo, è un modo di misurare, mettere se stesso in condizione di avere rapporti con il mondo e dire delle cose e sentire che c’è una corrispondenza con il pubblico. In questo è lo spirito della terra e del cielo. Il Teatro è anche superare le difficoltà del momento facendole proprie recitando, trasformare le problematiche in scene da vivere. La vita dell’attore è quella di quel momento. Il Teatro talvolta è la difficoltà di far coincidere il pensiero e le parole, perché dovendo imparare a memoria le frasi, il senso delle parole rischia di perdersi. “

 

Il grande studioso, scrittore e critico Angelo Maria Ripellino definendo Albertazzi scriveva” Non è attore che sopravvenga dai camerini, egli arriva dalle lontananze della memoria e del pensiero”.

 

Frammenti della memoria teatrale di un Albertazzi cantore di gesta e del pensiero che si fa parola e scrittura.

 

BAGLIORI D’AUTORE 2015 | WILLIAM SHAKESPEARE | DAL 20 al 29 MARZO
X EDIZIONE DEL FESTIVAL NAZIONALE DI LETTERATURA – PERUGIA | CIVITANOVA MARCHE

 

marilena badolato 11 marzo 2015

AUTHOR - Marilena Badolato

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