Author: Marilena Badolato

08 Mar PRODOTTI FUORI DEL COMUNE. LA ROVEJA E LA SCIENZA 1 parte FACOLTA’ DI AGRARIA PERUGIA

Ars sine scientia nihil est Iniziamo allora con la Scienza: il contributo di studiosi che hanno condotto lunghe e approfondite ricerche su Roveja e Lenticchia, i prodotti  del nostro territorio descritti nel libro Eat Parade di Bruno Gambacorta. Produttori di paesaggio potremmo definire questi  illustri docenti. Spetta a me introdurre e coordinare questa presentazione dell’ Umbria del Saper fare, che sa di storia, sa di tradizione, di passione e impegno. Si snoderà  attraverso tre percorsi tappa: prodotti, personaggi, e ricette fuori del comune. La mattinata sarò dedicata ai prodotti fuori del comune, le nostre leguminacee saranno esaminate dal punto di vista scientifico, di marketing e in abbinamento con erbe spontanee e montane. Così piccoli territori, Civita di Cascia e Castelluccio di Norcia, in una importante pubblicazione enogastronomica, piccole frazioni di…

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29 Feb Il 2 marzo, Tour di presentazione del volume Eat Parade del giornalista televisivo Bruno Gambacorta. “Alla scoperta di personaggi, storie , prodotti e ricette fuori dal comune’ – C’è anche l’Umbria del Saper Fare

(Cittadino e Provincia – Perugia, 23 febbraio ’12) – E’ titolato “EAT PARADE – Alla scoperta di personaggi, storie, prodotti e ricette fuori dal comune” il volume di Bruno Gambacorta, giornalista televisivo, che verrà presentato venerdì 2 marzo ’12 a Perugia. Si tratta di una pubblicazione sull’Italia di oggi che racconta storie e tradizioni dell’enogastronomia italiana. Gambacorta ha ripercorso l’intera penisola e ha selezionato 35 storie, divise in tre sezioni, che comprendono l’artigianato raffinato della gastronomia (Saper fare), le esperienze di comunicazione più originali (Far sapere) e la cucina come svolta di vita (Rinascere in cucina). Il volume contiene anche circa settanta ricette d’autore. La parte del volume calibrata sull’Umbria è titolata ‘L’Umbria del Saper Fare: legumi d’autore’. Il tour di presentazione del volume inizia alle ore 10.00, presso l’Aula…

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29 Feb ROVEJA E LENTICCHIA. TOUR DI PRESENTAZIONE A PERUGIA del libro EAT PARADE di Bruno Gambacorta

Venerdì 2 marzo 2012. Prima a Perugia dell’opera prima Eat Parade, libro del giornalista Bruno Gambacorta, che conduce da oltre 13 anni la rubrica del Tg2 che porta lo stesso nome, un rotocalco sull’Italia a tavola, seguito da oltre 2,5 milioni di telespettatori. Eat Parade Libro: alla scoperta di personaggi, storie, prodotti e ricette fuori del comune. Gli argomenti del libro: Saper fare: in giro per l’Italia alla scoperta di personaggi e prodotti fuori del comune salvati dall’estinzione o reinventati all’insegna della qualità. Far sapere: divulgatori appassionati e colti, capaci di scegliere e proporre il meglio dell’enogastronomia di qualità. Rinascere in cucina: le storie di chi si è inventato una nuova vita tornando a coltivare la terra, a produrre o raccontare cibo e vino. E oltre 70 ricette. Nel Saper…

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20 Feb SARA PAPA: LE PASTE REGIONALI FATTE A MANO

Peperosa: Sara Papa lieve flessione romana, mista a quelle vocali aperte che  tradiscono l’origine calabrese, insieme alle ricette, dove c’è sempre quel pizzico di mediterraneità. Sembra racchiudere, nei gesti e negli strumenti, gli ingredienti di una grammatica mediterranea. Conoscenza, maestria, manualità, piccoli segreti, versatilità dell’intelligenza: la cucina non è perfezione, è anche cambiare all’improvviso un ingrediente a favore di un altro. E’creare al momento, è mutare forma, se si vuole veramente, se c’è passione. E Passione c’è. Sara Papa: mani e sorriso. Un mix di acribia tecnica e fantasia culinaria, in queste tre ore di lezione sulla Pasta. Anzi sulle PASTE REGIONALI FATTE A MANO. E le mani sono le sue, agili, ma grandi e forti. Si inizia con parole importanti, utili notizie sul mondo delle farine. Universo bianco così…

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27 Gen PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: ANNA BONAIUTO LA BELLE JOYEUSE

Teatro delle idee, dell’intelligenza, dello spirito critico, ma anche della passionalità, questo di Anna Bonaiuto. Storia e biografia insieme. Storia e sentimento. Teatro-donna. Cristina Trivulzio, principessa di Belgioioso, eroina risorgimentale, intellettuale brillante, stravagante, interprete di un risorgimento libertino e liberale. Voce dissonante appassionata moderna. Una donna insomma del tempo e di tutti i tempi. Spettacolo di ricordi, visioni, emozioni, nostalgia, tutto filtrato da dolcezza e tenerezza. Assolo in scena, solo una sedia a rappresentare la storia e il mondo. La storia è quella del nostro Risorgimento, con i personaggi che l’hanno fatto, ma visti da una angolazione diversa, più intima, di chi ha giudicato, ha chiacchierato, ha criticato, e in fondo poco compreso l’animo di questa donna.  Le scene si ripetono e ogni tanto si interrompono per un attimo, per…

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24 Gen ROCCA PAOLINA SALA CANNONIERA: ARTISTI PER L’UNITA’ D’ITALIA

Interessante 150 e oltre. Molto oltre. Avanti a interpretare l’Italia e gli Italiani di oggi: gli stereotipi, i costumi, il pensiero, le novità. Questo regala l’arte moderna e contemporanea: la possibilità di vedere oltre, spaziare insieme all’artista al di fuori dei canoni prefissati, degli schemi di scuola, vedere dove va l’arte figurativa in un artistico canto corale dove il tema comune è noi, tutti noi italiani oggi. Una dismogeneità linguistica, perché stili diversi opere pittoriche scultoree saperi e tecniche diverse, che però si amalgama in un progetto che vuole andare oltre e in  questo sorpasso trova la sua peculiare unità. Al centro della Sala Gli incatenati di Alessandro Marcucci Pinoli, incatenati in un cerchio, rossi manichini maschili. Sono I venditori di fumo, dagli occhi bianchi inespressivi, perché senz’anima, occhi pieni…

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10 Gen TEATRO CUCINELLI A SOLOMEO: ASSOLO DERVISH di ZIYA AZAZI

“ Lo stato interiore rende l’uomo un Dervish, non i suoi abiti, né la sua condotta…” Meditazione turca in due atti: Azab, angoscia, aumento progressivo di massima tensione e velocità,  e Dervish in Progress, esplosione di gioia e serenità raggiunte con il movimento circolare continuo e luminoso. Emozione pura. Danza Sufi, un Dervish roteante, suono Sufi, ripetuti suoni sincopati e metallici, musica elettronica con componenti tradizionali e contemporanei. Inizia così con questo borbottio metallico con movimenti viscerali profondi rumori gorgoglii umani preludio a musica ritmica ossessiva e al movimento ossessivamente ripetuto e gira e gira all’inizio tanto bianco veste bianca bianco lenzuolo che ruota drappo che gira e gira angoscia quando inizia la rotazione continua si intuisce lo sforzo fisico la ricerca di sé e di un non sé rotazione…

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06 Gen CHIESA DI SANT’ERCOLANO A PERUGIA, LA CHIESA NELLA ROCCIA: IL PRESEPE NAPOLETANO DELL’ARCHITETTO MICHELE BILANCIA 2

Continua- Così nascono palazzi, ville, case, giardini, rupi, foreste, spazi muschiosi, insieme a cascatelle, ruscelli in miniatura, fiumi e fontane, antichi templi  dove viene sistemata la mangiatoia della natività. Gesù Bambino è posto nel presepe, mangiatoia significa questo nome. Mangiatoia, elemento fondamentale per tutti i presepi che verranno, insieme alle tre scene principali: la Natività, Maria Giuseppe e il Bambino nella mangiatoia; l’Annuncio, gli angeli e i pastori richiamatori e veglianti; l’Adorazione, più o meno vasta, più o meno coinvolgente l’intera comunità, i suoi membri, i suoi mestieri, l’intero paese, il mondo, la storia. La storia entra dentro il presepe con la società e con la vita che vi si svolge, perchè il presepe è di tutti e tutti rappresenta. Per la grande diffusione e richiesta, si cominciano a costruire…

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06 Gen CHIESA DI SANT’ERCOLANO A PERUGIA, LA CHIESA NELLA ROCCIA: IL PRESEPE NAPOLETANO DELL’ARCHITETTO MICHELE BILANCIA 1

Un presepe napoletano a Sant’Ercolano, la chiesa nella roccia. Sant’Ercolano turrita abbraccia le mura, le circonda di affetto millenario, sentinella del tempo, nel tempo rimasta bellissima e altera, a guardia, a difesa della nostra città. Ora che il giardino è più spoglio, spogliato da un  inverno avanzato, l’antica forma appare, bianca, e bianca la chiesa con il pulpito ancora ancorato al suo posto, malgrado l’offesa del capo troncato per meglio “ sparar coi cannoni” dalla Rocca Paolina. Vestiti di sacro. Così mi appaiono i personaggi del presepe napoletano dell’ architetto Michele Bilancia. Stoffe povere o preziose, sete pizzi trine e ricami per personaggi riccamente vestiti in primo piano sul proscenio, o stoffe povere per il mendicante, quello zoppo con la mano protesa, o il saio del frate questuante, o le…

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05 Gen PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: LE SORELLE MARINETTI E L’ORCHESTRA MANISCALCHI IN ” NOTE DI NATALE”

Note di Natale nell’aria. Le Sorelle Marinetti con l’Orchestra Maniscalchi per un “ Xmas Show”,  prima metà del novecento: tre sax, due trombe, un trombone e un quartetto ritmico formato da pianoforte chitarra basso e batteria. Atmosfera magica fuori: l’Assisi delle mille luci di alberi e angeli, dei mille presepi, atmosfera magica dentro il Monte frumentario, per l’occasione teatro dance-hall. I’m dreaming of a white Christmas…Let it snow, let it snow, let it snow!!! L’esordio è natalizio , delizioso bianco e morbido come la voce di Valerio Di Rocco, il cantante solista che si alterna a quella suadente delle Sorelle Marinetti, splendide ragazze (o quasi) che in perfetto falsetto e “canto armonizzato”, presentano pezzi di struggente armonico ricordo insieme  a pezzi di autentico swing dell’orchestra diretta dal M° Christian Schmitz….

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29 Dic POLVESE, ISOLA DEL NATALE, L’ISOLA CHE C’E’

L’isola di per sè è affascinante: è il paese che non c’è, è infatti sull’acqua, confini labili fluttuanti, confini di fantasia. L’isola non esiste se non per il mare che la circonda. Non è luogo, non ha una propria fisionomia, la prende dall’acqua. L’isola-utopia diventa allora simile al luogo che la circonda, a quell’acqua che la delimita e le dà una forma, la stessa acqua che la libera da ogni vincolo terraneo, da ogni storia da ogni nomos che al luogo possa riportare. E’ una creatio ex nihilo, l’ossessione-creazione di un’ altra terra. Nel suo spazio “ aperto” ancora tutto si può scrivere. E quest’anno, come per magia, qui si è scritta la storia del Natale. Si è fermato qui Babbo Natale. Questo lembo di terra è un irresistibile richiamo…

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22 Dic BUON NATALE PERUGIA: IL MAGO DI NATALE

Il mago di Natale S’io fossi il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa, in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento, ma non l’alberello finto, di plastica, dipinto che vendono adesso all’Upim: un vero abete, un pino di montagna, con un po’ di vento vero impigliato tra i rami, che mandi profumo di resina in tutte le camere, e sui rami i magici frutti: regali per tutti. Poi con la mia bacchetta me ne andrei a fare magie per tutte le vie… …Ogni strada avrà un albero speciale per ricordarci che ovunque è Natale: comincerei con Piazza Italia, l’addobberei tutta quanta per ricordarci i 150, l’albero poi in Corso Vannucci lo farei coi cavallucci, quelli marini, sempre nei sogni di noi perugini, tanti regali sull’albero…

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15 Dic OLIO, UN “FUNCTIONAL FOOD” DI NATURA. LE COTTURE IN OLIO.

Distese di olivi, di moraiolo, leccino o dolce agogia, nome da fiaba. Da lì all’olio il passo è breve, il rito si rinnova ogni anno, diverso nella raccolta nella resa nel sapore nell’aroma. Curiosità di scoprire i profumi gli aromi i sapori, di fare un confronto diretto tra le diverse cultivar, di abbinarle ai diversi piatti, quello insomma che si fa anche col vino, altro prodotto storico della fatica e del  lavoro dell’uomo. E della passione del frantoiano per la sua terra che conosce che rispetta che ama. L’olio buono deve profumare, deve pizzicare, perché gli antiossidanti pizzicano e a me piace amaro, lo considero un pregio in più. E’ perfetto sparso su fresche insalatine estive o su tornite verdure lessate e erbette invernali che accompagnano le nostre carni bollite….

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14 Dic I NOSTRI 150 ANNI DI “CUCINA ITALIANA” 2

Continua- Nel nostro ‘800 il Collodi di Pinocchio e il Manzoni dei Promessi Sposi saranno fini e pittoreschi descrittori di osterie e taverne. Basta soffermarsi su la cena di Pinocchio col Gatto e la Volpe. “ Entrati nell’osteria si posero tutti e tre a tavola, ma nessuno di loro aveva appetito. Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non potè mangiare  altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana; perché la trippa non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato! La Volpe avrebbe spilluzzicato volentieri qualche cosa anche lei, ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dovè contenersi di una semplice lepre dolce e forte con un leggerissimo contorno…

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14 Dic I NOSTRI 150 ANNI DI “CUCINA ITALIANA” 1

Eravamo terra senza una Terra. Eravamo senza una Lingua. Eravamo senza Identità. Tra la perduta gente, per citare Dante e il suo sogno  trecentesco, anticipatore di quello risorgimentale di un’Italia libera indipendente e unita, anche linguisticamente. Non avevamo costumi, non eravamo una Nazione: “ Gli italiani non hanno costumi, essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni”. (Giacomo Leopardi ) La nostra koinè linguistica stentava a partire, ricca di parole dialettali, di francesismi, vocaboli austriaci, spagnoli, normanni, arabi. Se la lingua riflette il mondo delle idee e il pensiero, non potevamo allora pensare l’Unità. La lingua è stata la prima necessità urgente per sentirci italiani. L’unico modo per entrare all’interno del mondo reale è nominandolo, è l’unico modo per possederlo. Non possedevamo l’Unità, non la…

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04 Dic AL CERP, ROCCA PAOLINA: MANGIAMO LA CALABRIA, PARLIAMO DI CALABRIA

Mangiamo la Calabria, parliamo di Calabria, oggi qui al Cerp. Questa bellissima localizzazione con i suoi oltre trenta metri di lunghezza dispiega quasi geograficamente la regione che ospita con le sue prelibatezze. La lunghissima sala e le altre nicchie del gusto interpretano magnificamente la morfologia del territorio calabro, lunghissimo e ricco nello stesso tempo di città-scrigno di tesori. Magna Grecia, immersa nei profumi oggi, la storia si dipana dalle lunghe tavolate, greci, arabi, normanni, spagnoli, tutta la civiltà, tutti i primordi della conoscenza si sommano in questi prodotti che parlano calabrese: una parlata larga rotonda aperta, come aperti sorridenti appaiono i visi dei venditori-creatori di primizie, fieri di presentare la loro terra. Volti anche giovani di ragazzi e ragazze che continuano tradizioni antiche di famiglia, consapevoli di avere una grande…

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29 Nov GUITARRA! LA VOCE DEL SUBLIME: SUONO SENTIMENTO EMOZIONE

Guitarra! La voce del Sublime: suono sentimento emozione. Una Chitarra Torres, classicissima, antica, la più famosa, da sempre la sua, del M.° Stefano Grondona. Sto per ascoltare il timbro reale di una Torres. E’ come sentire un violino Stradivari. Mentre prova, mi rivela i legni: abete e palissandro. Abete profumo di legno di boschi, tonalità morbide e chiare, per un utilizzo più ritmico e una maggiore risposta della cassa; palissandro, altro legno altro profumo, intensità pungente, suono con bassi caldi e profondi, suono ricco di armonici. Ma il legno può così diversificare il suono? Il legno è cosa viva, respira e si fa respirare. Parla del luogo dove è nato e si piega più o meno docilmente alle vibrazioni sonore. Profumo di legni, di liuteria. Chitarra classica, meccanismo semplice e…

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28 Nov LA (NOSTRA) MEMORIA NEI CASSETTI: PERUGIA 1944/1970

Guardiamo nel cassetto dei Ricordi. Oggi Foto soprattutto. Qui a Palazzo della Penna, Museo civico d’avanguardia, che in questi mesi ha tesaurizzato le tante bellissime foto portate dai perugini, per mostrarci come eravamo. Si parte dal 1944, anno della Liberazione e si arriva al 1970, anno dell’insediamento del primo Consiglio Regionale. Apriamo allora i “cassetti dei ricordi”, togliamo la polvere dell’oblio, ricordiamo per andare più avanti, sempre, per trasformare e guardare oltre, avantgarde, avanguardia appunto. Memoria, emozioni, rintanate nell’amigdala, nome primitivo del primitivo cerebro o nelle cortecce sensoriali, se predomina il vedere il sentire il toccare? Scatti, foto private, di eventi di storie di case di famiglie di singoli, di città beneamata, sempre. Foto private belle più o meno belle sempre interessanti perfette o non, ma storie di persone che…

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23 Nov PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: QUANDO LA RADIO, GLI ITALIAN HARMONISTS

Quando la Radio. Mi sento l’anima leggera bianca pura come un fior… Vado a zonzo dove il cielo è sempre blu, con i passeri che svolazzano sopra gli alberi e mi cinguettan di lassù. Quanta poesia!!!   ( Vado a zonzo, Ernesto Bonino, 1942) Se “quando la radio cantava” il mondo era così, lirico e  felice, i tempi saranno stati sicuramente migliori. Peccato non essere vissuti allora, non esserci stati dal vivo. Ma la serata trascorsa con gli Italian Harmonists, ha riportato quei tempi, i momenti indimenticabili di quando mia madre cantava per casa quei refrain, di lei ragazza, che mi parlano ora di lei. Cinque voci maschili e un pianoforte insieme a raffinatezza intelligenza e quanta delicatezza. Seduta nella poltroncina rossa del teatro, guardo, ascolto questi formidabili artisti sforzandomi di…

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21 Nov “BAGLIORI D’AUTORE” con HERMANN HESSE: IL CAVALIERE E IL SANTO

Il Cavaliere e il Santo, inizia così la rassegna Bagliori d’autore con il primo piano su Hermann Hesse. Un reading letterario in musica, sacro e profano, di due racconti: la cavalleria delle leggende tardo romantiche tedesche, descritta però con vena poetica autentica, che rende questo primo racconto  diverso dalle solite storie di maniera, e l’infanzia di San Francesco, il secondo racconto, dubbi e tormenti giovanili di Francesco fanciullo, con spunti forse autobiografici. Inizia “ Un’avventura da antiche fonti”, racconto di epica cavalleresca e amor cortese. La fiaba del nobile cavaliere Ottocar, della bellissima figlia Alinda e del cavaliere che riuscirà ad averla in sposa. Con il denso lirismo di Tant que vivray, composizione rinascimentale di Claudin de Sermisy, apre l’Ensemble Vocale Libercantus, un “ magnifico gioco di voci di ieri…

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15 Nov ESTATE DI SAN MARTINO: SERATA DI NOVELLO, SAPORI ANTICHI E AROMI DI VINI

Tutta sul vino sarà la serata. Vino da bere, da ascoltare, vino da ridere con frizzi e lazzi ironici, piacevolmente colti. Corinna Lo Castro e Andrea Cagliesi ci accompagnano con il loro Simposium “In vino veritas” , un  percorso etilico con un menù di colori e sapori autunnali, qui ad Assisi al Ristorante San Francesco. Apre Corinna che legge poesie come fiori: di Hermann Hess, La farfalla nel vino – Una farfalla è volata nel mio bicchiere di vino,/ ebbra si abbandona alla sua dolce rovina,/ remiga senza forze, ora sta per morire,/ ecco, il mio dito la solleva via…-; di Wislawa Szymborska, Accanto a un bicchiere di vino- Il tavolo è tavolo, il vino è vino/ nel bicchiere che è un bicchiere/ e sta lì dritto sul tavolo./ Io…

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11 Nov PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: SUGO FINTO

Il teatro è vivo, diletta, ma è anche cosa estremamente seria. A teatro scorre adrenalina tra attore e spettatore, così vicini, l’uno di fronte all’altro. Sugo finto, sapienza teatrale. Commedia piacevole, divertente, ma commuove, fa pensare. Comicità e malinconia insieme. Le attrici sono fantastiche, Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo. Addolorata e Rosaria due sorelle come tante, zitelle, caratteri opposti, opposti modi di vedere la vita, quotidianità di quotidiani fatti, continuo comico scambio di liti e discussioni, di battute classiche, quasi aforismi recitati sospesi nell’aria, sul come vivere la vita, come  privazione continua o come godimento, sugo finto o sugo vero, questa la prima parte della commedia. Da sorridere. All’inizio sarà una pasta veloce col sugo finto, alla fine sarà una minestra lenta anzi lentissima, con poco sugo finto per…

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10 Nov BRUSCHETTA, PREZIOSITA’MEDITERRANEA: OLIO CON L’AUTORE AL FRANTOIO BATTA

Peperosa.cult Peperosa: Argo arriva festoso a salutarmi, mi accompagna, come sempre, dai padroni, oggi sotto casa, al frantoio, dove si frange l’Oliva. Profumo d’olio, profumo di casa, l’olio di Perugia, da anni e anni, zona San Girolamo, zona benedettina, ancor prima zona etrusca, vicinissima alla necropoli ancor oggi esistente: dietro le quinte si passa e si filtra l’olio di olive macinate insieme a peperoncino,  rosmarino salvia e timo,  limone e new entry basilico. Tutti profumi dell’azienda. Che invenzione questo fantastico olio filtrato, da solo condisce e genera nuovi piatti. Poche gocce e il piatto cambia: quello al rosmarino e timo sulla carne arrostita, quello al peperoncino, 1-2 gocce sulla pasta di chi vuole il suo sugo piccante, quello al limone sul pesce e, perché no, su dolci ciambelle, infine quello…

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04 Nov IL RISOTTO: LA COTTURA ITALIANA DEL RISO. 1

Il risotto: la cottura italiana del riso. Risoptimo risopto risotto: non importa chi per primo l’abbia chiamato così, o se a un certo punto, di comune accordo, i parlanti abbiano deciso che il riso era buono, era ottimo: mi piace comunque pensare che così sia stato. Il riso faceva bene, aveva una veste di salubrità e bontà, una specie di neutrale nutrimento che ognuno poteva vestire a suo piacimento, sentendosi bene anche dopo averne mangiato tanto. Saziava ma non appesantiva il pensiero, la mente. Il biancore poi si accostava a quel nitore di tante ricette medievali, era accettato come sano come buono come bello. E questo l’avranno certamente capito quei monaci benedettini, ora et labora,  che cominciarono a coltivarlo in quelle terre malsane e paludose, inventando da esse qualcosa di …

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04 Nov IL RISOTTO: LA COTTURA ITALIANA DEL RISO. 2

Continua- 3 RISOTTI Risotto ai pistacchi Risotto al persico e pere cotogne Risotto al ragù di piccione e tartufo bianco Risotto ai pistacchi Il Pistacchio, Pistacia vera, originario del Medio Oriente e diffuso soprattutto in Iran, è un albero che può raggiungere i 10-12 metri di altezza e un’età vetusta anche di 300 anni. E’ entrato in Occidente attraverso gli Arabi e il Mediterraneo, attestandosi soprattutto in Sicilia. I pistacchi di Bronte, comune del catanese, sono rinomati per la loro bontà, aroma e sapore fresco e gradevole, per la dimensione e il colore, qualità derivate da un terreno argilloso e vulcanico, ricco di sostanze. Dal nome arabo fustaq che in siciliano diverrà festuca o frastuca, il pistacchio, in  certe dosi e con un uso abituale, è in grado di abbassare…

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02 Nov IMPRONTE DI DANZA: la mente del danzatore ricordare col corpo

“Danza, espressione del corpo umano che segue un piano prestabilito oppure libero e improvvisato”. Rituale, preghiera, gioia, festa, momento di aggregazione, specchio del  pensiero del comportamento proprio e altrui,  della società. Movimento di braccia gambe mente cuore. Pazienza costanza determinazione per “creare qualcosa”: un’Arte del Tempo e dello Spazio. Parole dell’artista Pina Bausch, grande coreografa tedesca: “Non mi interessa come i miei ballerini si muovano, ma cosa la danza muove in loro”. La Danza allora non come espressione estetica, o non solo quello, ma per quello che narra di noi, chi siamo, come viviamo. In questo la danza  ha un potere taumaturgico, di sanare il mondo. Roberto Bolle, ballerino: “ La Danza è effimera, esiste solo nell’istante in cui viene eseguita. Richiede quindi partecipazione, complicità tra chi la esegue e…

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25 Ott PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: THEATRUM DILECTANDO DOCET. Stagione Teatrale 2011-2012

Piccolo teatro, è infatti tutto intorno a noi, ci abbraccia e circonda mentre assistiamo alla presentazione della nuova Stagione teatrale 2011-2012: da Novembre a Marzo, sempre alle 21.30. Degli Instabili, che così siamo noi, senza mai certezze assolute, curiosi del mondo e del sogno, pronti sempre ad imparare. Theatrum dilectando docet: è quello che cerchiamo, sogno emozione sorpresa commozione riflessione. Entriamo: un piccolo gioiello di specchi, poltroncine rosse, luci, e profumi del buongusto, preparati da Carlo Angeletti, invitanti vassoi di sfiziosità che ci aspettano per l’aperitivo che seguirà, le stesse golosità servite nello splendido Bar San Francesco, che è in fondo la “sua casa” come ama ripetere sempre. Ma inizia la presentazione: Il 7 novembre si apre con “ Sugo finto” commedia divertente  interpretata da Paola Tiziana Cruciani e Alessandra…

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22 Ott HOTEL BRUFANI, BAR COLLINS’ ORE 17, CHOCOTE’2011

Hotel Brufani, Bar Collins’ ore 17, Chocotè 2011 Milk in first. Sembra per salvaguardare la fragilità delle tazze da tè inglesi di finissima porcellana. Da questo famoso bar con antenati inglesi, i Collins, per il Chocotè 2011 ho pensato al latte che gli inglesi sono soliti abbinare al loro tè e alla schiuma invece tutta italiana del nostro cappuccino che tutto il mondo chiede e invidia. Profumo di cioccolato ovunque e qui oggi anche profumo  di tè. Gli americani presenti al Collins’ stasera, vedono la schiuma di latte e vedono il tè in foglia, tè earl grey, ma anche tè verde al mandarino e al lichee e pesca, tutti gradevolissimi, caldi, serviti con un piccolo chocobloc di cioccolato al sale, per intensificare il sapore, e con  un bicchierino di cioccolato…

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19 Ott “EAT PARADE” LIBRO di BRUNO GAMBACORTA: un GREATEST HIT

Eat Parade è libro. Un  greatest hit. In copertina un long-playing, come è un lungo, lungo percorso di sinfonia enogastronomica quello del giornalista  Bruno Gambacorta. Che Bruno Gambacorta volesse scrivere un libro sulla sua emozionante esperienza di giornalista enogastronomico, l’avevo intuito da tempo. Ne aveva il desiderio, la capacità, la voglia di raccontare quello che l’immagine da sola non può dire. Voleva insomma un rapporto diverso con quelle persone, tante, oltre 2,5  milioni,  che lo seguono da ben 13 anni nella sua fortunatissima rubrica settimanale Eat parade, un flash sul meglio del meglio italiano. Eat parade, titolo riuscito, mutuato da Hit parade, il meglio dei successi italiani, il meglio di quello che riguarda l’universo cibo, e questo è stato in questi lunghi anni, presentato con serietà, con impegno, con grande…

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13 Ott “ANIMAL”COME ANIMA, questa volta: la mostra di Barbara Novelli al CERP- Rocca Paolina- Perugia

Bambi gioca con la sua figura, si guarda, si compiace di sé, della sua perfetta bellezza. Geremia, lo chiama l’autrice, Barbara Novelli, sorridendo felice del suo capolavoro di perfezione animale. Contrapposto a lui, il Cinghiale, senza nome, creatura che siede, dopo lauto pasto, ai piedi di quella quercia che sicuramente l’ha nutrito fino a cinque minuti prima. Non posso, non oso immaginarlo “marinato” da buona gastronoma umbra, per quello sguardo languido, l’occhio appannato, appesantito dal pasto, umano insomma dopo la ricca abbuffata. La corteccia della quercia è dentro la sua cotenna: stessi colori, stessi rilevi e increspature. Ma del resto in tutta la mostra animale e ambiente, ambiente e animale si compenetrano così tanto, che l’uno spesso si annulla nell’altro, scompare, diventa bianca una sua parte a indicare che quel…

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