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10 Gen TEATRO CUCINELLI A SOLOMEO: ASSOLO DERVISH di ZIYA AZAZI

“ Lo stato interiore rende l’uomo un Dervish, non i suoi abiti, né la sua condotta…” Meditazione turca in due atti: Azab, angoscia, aumento progressivo di massima tensione e velocità,  e Dervish in Progress, esplosione di gioia e serenità raggiunte con il movimento circolare continuo e luminoso. Emozione pura. Danza Sufi, un Dervish roteante, suono Sufi, ripetuti suoni sincopati e metallici, musica elettronica con componenti tradizionali e contemporanei. Inizia così con questo borbottio metallico con movimenti viscerali profondi rumori gorgoglii umani preludio a musica ritmica ossessiva e al movimento ossessivamente ripetuto e gira e gira all’inizio tanto bianco veste bianca bianco lenzuolo che ruota drappo che gira e gira angoscia quando inizia la rotazione continua si intuisce lo sforzo fisico la ricerca di sé e di un non sé rotazione…

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06 Gen CHIESA DI SANT’ERCOLANO A PERUGIA, LA CHIESA NELLA ROCCIA: IL PRESEPE NAPOLETANO DELL’ARCHITETTO MICHELE BILANCIA 2

Continua- Così nascono palazzi, ville, case, giardini, rupi, foreste, spazi muschiosi, insieme a cascatelle, ruscelli in miniatura, fiumi e fontane, antichi templi  dove viene sistemata la mangiatoia della natività. Gesù Bambino è posto nel presepe, mangiatoia significa questo nome. Mangiatoia, elemento fondamentale per tutti i presepi che verranno, insieme alle tre scene principali: la Natività, Maria Giuseppe e il Bambino nella mangiatoia; l’Annuncio, gli angeli e i pastori richiamatori e veglianti; l’Adorazione, più o meno vasta, più o meno coinvolgente l’intera comunità, i suoi membri, i suoi mestieri, l’intero paese, il mondo, la storia. La storia entra dentro il presepe con la società e con la vita che vi si svolge, perchè il presepe è di tutti e tutti rappresenta. Per la grande diffusione e richiesta, si cominciano a costruire…

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06 Gen CHIESA DI SANT’ERCOLANO A PERUGIA, LA CHIESA NELLA ROCCIA: IL PRESEPE NAPOLETANO DELL’ARCHITETTO MICHELE BILANCIA 1

Un presepe napoletano a Sant’Ercolano, la chiesa nella roccia. Sant’Ercolano turrita abbraccia le mura, le circonda di affetto millenario, sentinella del tempo, nel tempo rimasta bellissima e altera, a guardia, a difesa della nostra città. Ora che il giardino è più spoglio, spogliato da un  inverno avanzato, l’antica forma appare, bianca, e bianca la chiesa con il pulpito ancora ancorato al suo posto, malgrado l’offesa del capo troncato per meglio “ sparar coi cannoni” dalla Rocca Paolina. Vestiti di sacro. Così mi appaiono i personaggi del presepe napoletano dell’ architetto Michele Bilancia. Stoffe povere o preziose, sete pizzi trine e ricami per personaggi riccamente vestiti in primo piano sul proscenio, o stoffe povere per il mendicante, quello zoppo con la mano protesa, o il saio del frate questuante, o le…

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05 Gen PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: LE SORELLE MARINETTI E L’ORCHESTRA MANISCALCHI IN ” NOTE DI NATALE”

Note di Natale nell’aria. Le Sorelle Marinetti con l’Orchestra Maniscalchi per un “ Xmas Show”,  prima metà del novecento: tre sax, due trombe, un trombone e un quartetto ritmico formato da pianoforte chitarra basso e batteria. Atmosfera magica fuori: l’Assisi delle mille luci di alberi e angeli, dei mille presepi, atmosfera magica dentro il Monte frumentario, per l’occasione teatro dance-hall. I’m dreaming of a white Christmas…Let it snow, let it snow, let it snow!!! L’esordio è natalizio , delizioso bianco e morbido come la voce di Valerio Di Rocco, il cantante solista che si alterna a quella suadente delle Sorelle Marinetti, splendide ragazze (o quasi) che in perfetto falsetto e “canto armonizzato”, presentano pezzi di struggente armonico ricordo insieme  a pezzi di autentico swing dell’orchestra diretta dal M° Christian Schmitz….

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29 Dic POLVESE, ISOLA DEL NATALE, L’ISOLA CHE C’E’

L’isola di per sè è affascinante: è il paese che non c’è, è infatti sull’acqua, confini labili fluttuanti, confini di fantasia. L’isola non esiste se non per il mare che la circonda. Non è luogo, non ha una propria fisionomia, la prende dall’acqua. L’isola-utopia diventa allora simile al luogo che la circonda, a quell’acqua che la delimita e le dà una forma, la stessa acqua che la libera da ogni vincolo terraneo, da ogni storia da ogni nomos che al luogo possa riportare. E’ una creatio ex nihilo, l’ossessione-creazione di un’ altra terra. Nel suo spazio “ aperto” ancora tutto si può scrivere. E quest’anno, come per magia, qui si è scritta la storia del Natale. Si è fermato qui Babbo Natale. Questo lembo di terra è un irresistibile richiamo…

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22 Dic BUON NATALE PERUGIA: IL MAGO DI NATALE

Il mago di Natale S’io fossi il mago di Natale farei spuntare un albero di Natale in ogni casa, in ogni appartamento dalle piastrelle del pavimento, ma non l’alberello finto, di plastica, dipinto che vendono adesso all’Upim: un vero abete, un pino di montagna, con un po’ di vento vero impigliato tra i rami, che mandi profumo di resina in tutte le camere, e sui rami i magici frutti: regali per tutti. Poi con la mia bacchetta me ne andrei a fare magie per tutte le vie… …Ogni strada avrà un albero speciale per ricordarci che ovunque è Natale: comincerei con Piazza Italia, l’addobberei tutta quanta per ricordarci i 150, l’albero poi in Corso Vannucci lo farei coi cavallucci, quelli marini, sempre nei sogni di noi perugini, tanti regali sull’albero…

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15 Dic OLIO, UN “FUNCTIONAL FOOD” DI NATURA. LE COTTURE IN OLIO.

Distese di olivi, di moraiolo, leccino o dolce agogia, nome da fiaba. Da lì all’olio il passo è breve, il rito si rinnova ogni anno, diverso nella raccolta nella resa nel sapore nell’aroma. Curiosità di scoprire i profumi gli aromi i sapori, di fare un confronto diretto tra le diverse cultivar, di abbinarle ai diversi piatti, quello insomma che si fa anche col vino, altro prodotto storico della fatica e del  lavoro dell’uomo. E della passione del frantoiano per la sua terra che conosce che rispetta che ama. L’olio buono deve profumare, deve pizzicare, perché gli antiossidanti pizzicano e a me piace amaro, lo considero un pregio in più. E’ perfetto sparso su fresche insalatine estive o su tornite verdure lessate e erbette invernali che accompagnano le nostre carni bollite….

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14 Dic I NOSTRI 150 ANNI DI “CUCINA ITALIANA” 2

Continua- Nel nostro ‘800 il Collodi di Pinocchio e il Manzoni dei Promessi Sposi saranno fini e pittoreschi descrittori di osterie e taverne. Basta soffermarsi su la cena di Pinocchio col Gatto e la Volpe. “ Entrati nell’osteria si posero tutti e tre a tavola, ma nessuno di loro aveva appetito. Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non potè mangiare  altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana; perché la trippa non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato! La Volpe avrebbe spilluzzicato volentieri qualche cosa anche lei, ma siccome il medico le aveva ordinato una grandissima dieta, così dovè contenersi di una semplice lepre dolce e forte con un leggerissimo contorno…

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14 Dic I NOSTRI 150 ANNI DI “CUCINA ITALIANA” 1

Eravamo terra senza una Terra. Eravamo senza una Lingua. Eravamo senza Identità. Tra la perduta gente, per citare Dante e il suo sogno  trecentesco, anticipatore di quello risorgimentale di un’Italia libera indipendente e unita, anche linguisticamente. Non avevamo costumi, non eravamo una Nazione: “ Gli italiani non hanno costumi, essi hanno delle usanze. Così tutti i popoli civili che non sono nazioni”. (Giacomo Leopardi ) La nostra koinè linguistica stentava a partire, ricca di parole dialettali, di francesismi, vocaboli austriaci, spagnoli, normanni, arabi. Se la lingua riflette il mondo delle idee e il pensiero, non potevamo allora pensare l’Unità. La lingua è stata la prima necessità urgente per sentirci italiani. L’unico modo per entrare all’interno del mondo reale è nominandolo, è l’unico modo per possederlo. Non possedevamo l’Unità, non la…

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04 Dic AL CERP, ROCCA PAOLINA: MANGIAMO LA CALABRIA, PARLIAMO DI CALABRIA

Mangiamo la Calabria, parliamo di Calabria, oggi qui al Cerp. Questa bellissima localizzazione con i suoi oltre trenta metri di lunghezza dispiega quasi geograficamente la regione che ospita con le sue prelibatezze. La lunghissima sala e le altre nicchie del gusto interpretano magnificamente la morfologia del territorio calabro, lunghissimo e ricco nello stesso tempo di città-scrigno di tesori. Magna Grecia, immersa nei profumi oggi, la storia si dipana dalle lunghe tavolate, greci, arabi, normanni, spagnoli, tutta la civiltà, tutti i primordi della conoscenza si sommano in questi prodotti che parlano calabrese: una parlata larga rotonda aperta, come aperti sorridenti appaiono i visi dei venditori-creatori di primizie, fieri di presentare la loro terra. Volti anche giovani di ragazzi e ragazze che continuano tradizioni antiche di famiglia, consapevoli di avere una grande…

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29 Nov GUITARRA! LA VOCE DEL SUBLIME: SUONO SENTIMENTO EMOZIONE

Guitarra! La voce del Sublime: suono sentimento emozione. Una Chitarra Torres, classicissima, antica, la più famosa, da sempre la sua, del M.° Stefano Grondona. Sto per ascoltare il timbro reale di una Torres. E’ come sentire un violino Stradivari. Mentre prova, mi rivela i legni: abete e palissandro. Abete profumo di legno di boschi, tonalità morbide e chiare, per un utilizzo più ritmico e una maggiore risposta della cassa; palissandro, altro legno altro profumo, intensità pungente, suono con bassi caldi e profondi, suono ricco di armonici. Ma il legno può così diversificare il suono? Il legno è cosa viva, respira e si fa respirare. Parla del luogo dove è nato e si piega più o meno docilmente alle vibrazioni sonore. Profumo di legni, di liuteria. Chitarra classica, meccanismo semplice e…

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28 Nov LA (NOSTRA) MEMORIA NEI CASSETTI: PERUGIA 1944/1970

Guardiamo nel cassetto dei Ricordi. Oggi Foto soprattutto. Qui a Palazzo della Penna, Museo civico d’avanguardia, che in questi mesi ha tesaurizzato le tante bellissime foto portate dai perugini, per mostrarci come eravamo. Si parte dal 1944, anno della Liberazione e si arriva al 1970, anno dell’insediamento del primo Consiglio Regionale. Apriamo allora i “cassetti dei ricordi”, togliamo la polvere dell’oblio, ricordiamo per andare più avanti, sempre, per trasformare e guardare oltre, avantgarde, avanguardia appunto. Memoria, emozioni, rintanate nell’amigdala, nome primitivo del primitivo cerebro o nelle cortecce sensoriali, se predomina il vedere il sentire il toccare? Scatti, foto private, di eventi di storie di case di famiglie di singoli, di città beneamata, sempre. Foto private belle più o meno belle sempre interessanti perfette o non, ma storie di persone che…

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23 Nov PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: QUANDO LA RADIO, GLI ITALIAN HARMONISTS

Quando la Radio. Mi sento l’anima leggera bianca pura come un fior… Vado a zonzo dove il cielo è sempre blu, con i passeri che svolazzano sopra gli alberi e mi cinguettan di lassù. Quanta poesia!!!   ( Vado a zonzo, Ernesto Bonino, 1942) Se “quando la radio cantava” il mondo era così, lirico e  felice, i tempi saranno stati sicuramente migliori. Peccato non essere vissuti allora, non esserci stati dal vivo. Ma la serata trascorsa con gli Italian Harmonists, ha riportato quei tempi, i momenti indimenticabili di quando mia madre cantava per casa quei refrain, di lei ragazza, che mi parlano ora di lei. Cinque voci maschili e un pianoforte insieme a raffinatezza intelligenza e quanta delicatezza. Seduta nella poltroncina rossa del teatro, guardo, ascolto questi formidabili artisti sforzandomi di…

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21 Nov “BAGLIORI D’AUTORE” con HERMANN HESSE: IL CAVALIERE E IL SANTO

Il Cavaliere e il Santo, inizia così la rassegna Bagliori d’autore con il primo piano su Hermann Hesse. Un reading letterario in musica, sacro e profano, di due racconti: la cavalleria delle leggende tardo romantiche tedesche, descritta però con vena poetica autentica, che rende questo primo racconto  diverso dalle solite storie di maniera, e l’infanzia di San Francesco, il secondo racconto, dubbi e tormenti giovanili di Francesco fanciullo, con spunti forse autobiografici. Inizia “ Un’avventura da antiche fonti”, racconto di epica cavalleresca e amor cortese. La fiaba del nobile cavaliere Ottocar, della bellissima figlia Alinda e del cavaliere che riuscirà ad averla in sposa. Con il denso lirismo di Tant que vivray, composizione rinascimentale di Claudin de Sermisy, apre l’Ensemble Vocale Libercantus, un “ magnifico gioco di voci di ieri…

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15 Nov ESTATE DI SAN MARTINO: SERATA DI NOVELLO, SAPORI ANTICHI E AROMI DI VINI

Tutta sul vino sarà la serata. Vino da bere, da ascoltare, vino da ridere con frizzi e lazzi ironici, piacevolmente colti. Corinna Lo Castro e Andrea Cagliesi ci accompagnano con il loro Simposium “In vino veritas” , un  percorso etilico con un menù di colori e sapori autunnali, qui ad Assisi al Ristorante San Francesco. Apre Corinna che legge poesie come fiori: di Hermann Hess, La farfalla nel vino – Una farfalla è volata nel mio bicchiere di vino,/ ebbra si abbandona alla sua dolce rovina,/ remiga senza forze, ora sta per morire,/ ecco, il mio dito la solleva via…-; di Wislawa Szymborska, Accanto a un bicchiere di vino- Il tavolo è tavolo, il vino è vino/ nel bicchiere che è un bicchiere/ e sta lì dritto sul tavolo./ Io…

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11 Nov PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: SUGO FINTO

Il teatro è vivo, diletta, ma è anche cosa estremamente seria. A teatro scorre adrenalina tra attore e spettatore, così vicini, l’uno di fronte all’altro. Sugo finto, sapienza teatrale. Commedia piacevole, divertente, ma commuove, fa pensare. Comicità e malinconia insieme. Le attrici sono fantastiche, Paola Tiziana Cruciani e Alessandra Costanzo. Addolorata e Rosaria due sorelle come tante, zitelle, caratteri opposti, opposti modi di vedere la vita, quotidianità di quotidiani fatti, continuo comico scambio di liti e discussioni, di battute classiche, quasi aforismi recitati sospesi nell’aria, sul come vivere la vita, come  privazione continua o come godimento, sugo finto o sugo vero, questa la prima parte della commedia. Da sorridere. All’inizio sarà una pasta veloce col sugo finto, alla fine sarà una minestra lenta anzi lentissima, con poco sugo finto per…

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04 Nov IL RISOTTO: LA COTTURA ITALIANA DEL RISO. 1

Il risotto: la cottura italiana del riso. Risoptimo risopto risotto: non importa chi per primo l’abbia chiamato così, o se a un certo punto, di comune accordo, i parlanti abbiano deciso che il riso era buono, era ottimo: mi piace comunque pensare che così sia stato. Il riso faceva bene, aveva una veste di salubrità e bontà, una specie di neutrale nutrimento che ognuno poteva vestire a suo piacimento, sentendosi bene anche dopo averne mangiato tanto. Saziava ma non appesantiva il pensiero, la mente. Il biancore poi si accostava a quel nitore di tante ricette medievali, era accettato come sano come buono come bello. E questo l’avranno certamente capito quei monaci benedettini, ora et labora,  che cominciarono a coltivarlo in quelle terre malsane e paludose, inventando da esse qualcosa di …

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04 Nov IL RISOTTO: LA COTTURA ITALIANA DEL RISO. 2

Continua- 3 RISOTTI Risotto ai pistacchi Risotto al persico e pere cotogne Risotto al ragù di piccione e tartufo bianco Risotto ai pistacchi Il Pistacchio, Pistacia vera, originario del Medio Oriente e diffuso soprattutto in Iran, è un albero che può raggiungere i 10-12 metri di altezza e un’età vetusta anche di 300 anni. E’ entrato in Occidente attraverso gli Arabi e il Mediterraneo, attestandosi soprattutto in Sicilia. I pistacchi di Bronte, comune del catanese, sono rinomati per la loro bontà, aroma e sapore fresco e gradevole, per la dimensione e il colore, qualità derivate da un terreno argilloso e vulcanico, ricco di sostanze. Dal nome arabo fustaq che in siciliano diverrà festuca o frastuca, il pistacchio, in  certe dosi e con un uso abituale, è in grado di abbassare…

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02 Nov IMPRONTE DI DANZA: la mente del danzatore ricordare col corpo

“Danza, espressione del corpo umano che segue un piano prestabilito oppure libero e improvvisato”. Rituale, preghiera, gioia, festa, momento di aggregazione, specchio del  pensiero del comportamento proprio e altrui,  della società. Movimento di braccia gambe mente cuore. Pazienza costanza determinazione per “creare qualcosa”: un’Arte del Tempo e dello Spazio. Parole dell’artista Pina Bausch, grande coreografa tedesca: “Non mi interessa come i miei ballerini si muovano, ma cosa la danza muove in loro”. La Danza allora non come espressione estetica, o non solo quello, ma per quello che narra di noi, chi siamo, come viviamo. In questo la danza  ha un potere taumaturgico, di sanare il mondo. Roberto Bolle, ballerino: “ La Danza è effimera, esiste solo nell’istante in cui viene eseguita. Richiede quindi partecipazione, complicità tra chi la esegue e…

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25 Ott PICCOLO TEATRO DEGLI INSTABILI: THEATRUM DILECTANDO DOCET. Stagione Teatrale 2011-2012

Piccolo teatro, è infatti tutto intorno a noi, ci abbraccia e circonda mentre assistiamo alla presentazione della nuova Stagione teatrale 2011-2012: da Novembre a Marzo, sempre alle 21.30. Degli Instabili, che così siamo noi, senza mai certezze assolute, curiosi del mondo e del sogno, pronti sempre ad imparare. Theatrum dilectando docet: è quello che cerchiamo, sogno emozione sorpresa commozione riflessione. Entriamo: un piccolo gioiello di specchi, poltroncine rosse, luci, e profumi del buongusto, preparati da Carlo Angeletti, invitanti vassoi di sfiziosità che ci aspettano per l’aperitivo che seguirà, le stesse golosità servite nello splendido Bar San Francesco, che è in fondo la “sua casa” come ama ripetere sempre. Ma inizia la presentazione: Il 7 novembre si apre con “ Sugo finto” commedia divertente  interpretata da Paola Tiziana Cruciani e Alessandra…

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22 Ott HOTEL BRUFANI, BAR COLLINS’ ORE 17, CHOCOTE’2011

Hotel Brufani, Bar Collins’ ore 17, Chocotè 2011 Milk in first. Sembra per salvaguardare la fragilità delle tazze da tè inglesi di finissima porcellana. Da questo famoso bar con antenati inglesi, i Collins, per il Chocotè 2011 ho pensato al latte che gli inglesi sono soliti abbinare al loro tè e alla schiuma invece tutta italiana del nostro cappuccino che tutto il mondo chiede e invidia. Profumo di cioccolato ovunque e qui oggi anche profumo  di tè. Gli americani presenti al Collins’ stasera, vedono la schiuma di latte e vedono il tè in foglia, tè earl grey, ma anche tè verde al mandarino e al lichee e pesca, tutti gradevolissimi, caldi, serviti con un piccolo chocobloc di cioccolato al sale, per intensificare il sapore, e con  un bicchierino di cioccolato…

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19 Ott “EAT PARADE” LIBRO di BRUNO GAMBACORTA: un GREATEST HIT

Eat Parade è libro. Un  greatest hit. In copertina un long-playing, come è un lungo, lungo percorso di sinfonia enogastronomica quello del giornalista  Bruno Gambacorta. Che Bruno Gambacorta volesse scrivere un libro sulla sua emozionante esperienza di giornalista enogastronomico, l’avevo intuito da tempo. Ne aveva il desiderio, la capacità, la voglia di raccontare quello che l’immagine da sola non può dire. Voleva insomma un rapporto diverso con quelle persone, tante, oltre 2,5  milioni,  che lo seguono da ben 13 anni nella sua fortunatissima rubrica settimanale Eat parade, un flash sul meglio del meglio italiano. Eat parade, titolo riuscito, mutuato da Hit parade, il meglio dei successi italiani, il meglio di quello che riguarda l’universo cibo, e questo è stato in questi lunghi anni, presentato con serietà, con impegno, con grande…

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13 Ott “ANIMAL”COME ANIMA, questa volta: la mostra di Barbara Novelli al CERP- Rocca Paolina- Perugia

Bambi gioca con la sua figura, si guarda, si compiace di sé, della sua perfetta bellezza. Geremia, lo chiama l’autrice, Barbara Novelli, sorridendo felice del suo capolavoro di perfezione animale. Contrapposto a lui, il Cinghiale, senza nome, creatura che siede, dopo lauto pasto, ai piedi di quella quercia che sicuramente l’ha nutrito fino a cinque minuti prima. Non posso, non oso immaginarlo “marinato” da buona gastronoma umbra, per quello sguardo languido, l’occhio appannato, appesantito dal pasto, umano insomma dopo la ricca abbuffata. La corteccia della quercia è dentro la sua cotenna: stessi colori, stessi rilevi e increspature. Ma del resto in tutta la mostra animale e ambiente, ambiente e animale si compenetrano così tanto, che l’uno spesso si annulla nell’altro, scompare, diventa bianca una sua parte a indicare che quel…

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14 Set DIETA MEDITERRANEA PATRIMONIO UNESCO 4: vino, legumi, pesce azzurro

Mediterraneamente: sentimento di mediterraneità Continua- Vino. La vite antichissima, dalla Mesopotamia a tutti i paesi del Mediterraneo, la vite ovunque nei  testi sacri, nei testi greci, etruschi, latini. Le prime talee di vite raggiungono la nostra penisola, in particolare la Sicilia e alcune regioni dell’Italia meridionale grazie a coloni provenienti da Micene e dalle isole Egee almeno 20 secoli a.C: da essi si è appresa l’arte e la tecnica di produrre vino. Poi gli Etruschi apportarono altre importanti conoscenze e ben presto la fama dei vini italici divenne tale che Sofocle, nel V secolo a.C, definirà l’Italia “ la terra prediletta da Bacco”. La potenza di Roma poi diffonderà il gusto e le tecniche di vinificazione in tutte le terre occupate, soprattutto nelle Gallie. E così dalle varietà originali giunte…

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14 Set DIETA MEDITERRANEA PATRIMONIO UNESCO 3: olio

Mediterraneamente: sentimento di mediterraneità. Continua- Olio, l’olio nella sua verde preziosità, oro legato al territorio e alla coltura e fatica dell’uomo, alla conoscenza, all’addomesticamento della terra. Olivo, valore sacrale, che nella Grecia Classica secondo la legislazione di Solone nessuno poteva tagliare, segare o bruciare né per sé né per altri e le  olive potevano essere raccolte solo da “uomini puri, probi, onesti”. L’Olivo, che grazie alla sua Dea protettrice, Minerva, si identificava, con l’Arte, la Sapienza, l’Industria. Famosissimi gli oli di Medma, Terina, Caulonia, Locri, Crotone, Sibari, zone dove era praticata l’olivicoltura intensiva e dove intensi erano i commerci via mare, come attestano gli scavi archeologici che ci hanno riconsegnato numerosi vasi per l’olio databili al IV e III  secolo a.C.. Così come l’ Oleum ex albis ulivis e l’Oleum…

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14 Set DIETA MEDITERRANEA PATRIMONIO UNESCO 2: cereali

Mediterraneamente: sentimento di mediterraneità Continua- In origine cereali, poi pane, valore sacrale valore mitico valore materiale di nutrimento legato al bisogno. Prodotto antichissimo, prodotto che resiste ai millenni: perché semplice. Fantasia e cottura di un impasto di cerali fermentati, facilmente addomesticabile, docile alimento che si presta a tante forme a tanti condimenti a tante interpretazioni: ha talmente forti caratteristiche sensoriali, di gusto, e nutrizionali, di sazietà, che è rimasto immutato, immutabile fino ai nostri giorni, nelle culture alimentari di tante popolazioni. Il pane ha sempre poi avuto connotazioni antropologiche forti, legate ai miti, alle religioni, alla psicologia, all’etnologia. Da filologa so bene che un nome trascina con sé cultura, prestigio, ha un grande potere seduttivo più che informativo. Pane  è una delle parole più conservative di una lingua e nello…

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14 Set DIETA MEDITERRANEA PATRIMONIO UNESCO 1: mediterraneamente, sentimento di mediterraneità

Noi non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per mangiare e bere insieme Plutarco, 45-125 d.C We do not invite one another just to eat and drink, but to eat and drink together Plutarch, 45-125 A.C Mediterraneamente, sentimento di mediterraneità. Da sempre Lui è il “ nostro mare”, da sempre ci nutriamo di Lui, dei suoi prodotti, dell’ottima materia prima, degli scambi. Dieta mediterranea, dal greco antico diaita nutrimento e stile di vita delle zone del Mediterraneo. Insieme a magheiros, l’addetto al sacrificio, poi il cuoco, colui che per magia costruiva, combinava e graduava gli ingredienti. Diaita e magheiros, perché rito e sacralità, segreti e sapienza, tecnica ed emozione era ed è il cucinare. Il mistero poi delle tradizioni tramandate, del come si fa e delle…

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09 Set Varenne… très bien: il “Capitano” Varenne al CERP di Perugia

Nome: Varenne “Capitano”, Sesso: maschile, Mantello: baio, Nascita: 1995 in Italia, Padre: Waikiki Beach, Madre: Ialmaz, Nonno paterno: Speedy Somolli, Nonno materno: Zebu, Allevatore: Allevamento di Zenzalino a Copparo (FE), Proprietario: Enzo Giordano, Fantino/Guidatore:  Giampaolo Minnucci, Corse disputate: 73, Corse vinte: 62 Sarà stato il nonno paterno, quello Speedy, ha donargli il dna della velocità,  potenza,  viso,  tratti, quello sguardo da vincitore assoluto, come nella foto di Stoccolma, l’Elitlopp del 2002, che mi ha incatenato per alcuni lunghi minuti a osservare la forza,  la consapevolezza di essere primo anche quella volta lì. Una capacità di risparmiarsi quando si è certi, consapevoli della vittoria, dote italiana, mi piace pensarlo. Una emozionante mostra fotografica, in una bellissima localizzazione: spazi mirati, il sulky di gara, l’elmetto Trotting World GPM, la giubba del fantino/guidatore/amico/compagno…

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10 Ago 10 AGOSTO SAN LORENZO: note come stelle cadenti, stasera, nel Cortile d’Onore del Palazzo della Provincia di Perugia

San Lorenzo: note come stelle cadenti, stasera,  prodromi della notte che verrà. Notte di San Lorenzo, patrono di Perugia, a lui è dedicata la nostra bellissima cattedrale. Per Atrio Sonoro, rassegna estiva che ritorna, ideata dalla Provincia di Perugia nel suo bellissimo Atrio-Cortile d’Onore. Rassegna bandistica popolare, che oggi si presenta con elementi di ben 18 bande presenti, tutti giovani, I Giovani Fiati Umbri, che escono da uno stage di studio, bravissimi esecutori di note appassionate, diretti dal M° Giancarlo Aquilani. Questo il concerto che seguirà: dopo una fanfara gioiosa, A Joiful Fanfare di Franco Cesarini, e il ritmo incalzante di Acclamation di James Curnow, è la volta del nostro Gioacchino Rossini, con La Corona d’Italia, fanfara militare, in origine solo per fiati poi con la voce dei sassofoni, che…

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09 Ago AGOSTO CORCIANESE: Corciano del cuore 6-15 agosto 2011

Agosto Corcianese, un po’come ottobrata romana, ha un sapore di sentimento, di profumi e colori. Profumo d’estate a Corciano che per la 47esima volta celebra  il suo Festival dal 6 al 15 agosto.  “Corciano del cuore”, nel cuore di noi perugini da sempre, piccolo borgo così vicino a Perugia, roccaforte eretta a difesa della città, strenuo baluardo di indipendenza. Così dice la storia. E i nomi nostrani che la fecero come Nicola Danzetta, patriota perugino, nato qui nel 1820. Da questo nome allora può partire il concerto-rievocazione dell’Unità d’Italia di questa sera con musiche di Verdi, Nabucco- Rigoletto-Traviata, che tanto hanno fatto per la nostra indipendenza e con in più Carlo Della Giacoma ottocentesco autore nostrano, con il suo A Porta Pia, Bozzetto popolare, revisionato dal Maestro direttore della serata…

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